Affettività e sessualità nella vita delle persone con disabilità

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Al via il nuovo percorso formativo per 50 professionisti/e dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari del territorio metropolitano
Fornire competenze comuni in tema di affettività e sessualità nella vita delle persone con disabilità a operatrici e operatori dei sei servizi sociali, sociosanitari e sanitari del territorio metropolitano, per aiutarli a superare le frammentazioni nella gestione delle situazioni complesse e a rafforzare l’alleanza comunicativa ed educativa con famiglie e caregiver.
Con questo intento giovedì 24 settembre ha preso il via il percorso formativo “Affettività e sessualità nella vita delle persone con disabilità: strumenti e linguaggi per i servizi”, dedicato a 50 professionisti/e che operano in un’ampia rete di servizi del territorio metropolitano.
L’iniziativa è promossa dall’Ufficio di Supporto della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana (CTSSM) di Bologna, con la collaborazione dell’Associazione LoveGiver ODV.
Il percorso ha preso avvio con un intervento di Sara Accorsi, consigliera metropolitana delegata a Welfare, contrasto alla povertà e Politiche per l’abitare e ha visto la realizzazione di quattro moduli formativi a cura dei docenti Maximiliano Ulivieri, Anna Castagna e Roberto Rospigliosi.

Il percorso nasce da una richiesta di approfondimento emersa dal territorio in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre 2025, successivamente tradotta in un percorso formativo strutturato, pensato per affrontare in modo articolato e consapevole la sfera affettiva e sessuale nella vita delle persone con disabilità.

La presa in cura globale delle persone con disabilità, infatti, comprende anche la sua dimensione affettiva e relazionale, un ambito spesso condizionato da tabù, stereotipi e dalla mancanza di un linguaggio condiviso tra i diversi servizi.

L’iniziativa mira a promuovere un approccio che metta al primo posto l’autodeterminazione, i bisogni individuali e i diritti fondamentali, in linea con i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e le indicazioni dell’OMS.

Il percorso utilizza un modello didattico interattivo e dialogico, basato sul lavoro in sottogruppi misti, esercitazioni, simulazioni e analisi di casi studio, per favorire un reale confronto tra l’ambito sociale e quello clinico-sanitario. L’obiettivo è sviluppare competenze comuni, superare le frammentazioni nella gestione delle situazioni complesse e rafforzare l’alleanza comunicativa ed educativa con famiglie e caregiver.

“In un contesto sociosanitario che richiede risposte sempre più integrate e attente ai diritti individuali, l’omogeneizzazione dei linguaggi e delle prassi operative rappresenta un passo fondamentale per l’intero sistema dei servizi del territorio metropolitano. – dichiara Sara Accorsi – Ringrazio il personale degli Uffici per aver organizzato questo importante percorso di formazione, i/le docenti che hanno scelto di collaborare con noi e i/le partecipanti al percorso”.