I numeri sono un campanello d’allarme che non possiamo ignorare.
Nel 2025 i medici ospedalieri che hanno dato le dimissioni volontarie sono stati 3.767, più dei 2.876 che sono andati in pensione. Le dimissioni sono aumentate del 150% in un solo anno.
E c’è un’altra frattura che preoccupa: il Sud si svuota. Nell’ultimo decennio il Mezzogiorno ha perso 1.166 medici ospedalieri, mentre il Centro-Nord ha registrato un saldo positivo di 4.029 unità.
Non è soltanto una questione di numeri. Dietro ogni medico che lascia ci sono competenze che il sistema perde e, soprattutto, servizi sanitari che rischiano di diventare più difficili da garantire.
Il Servizio Sanitario Nazionale è un patrimonio di tutti. Non può diventare terreno di scontro permanente tra schieramenti.
Serve un intervento straordinario e strutturale, costruito con una responsabilità bipartisan: più personale, condizioni di lavoro sostenibili, valorizzazione delle professioni sanitarie, investimenti e particolare attenzione alle aree del Paese che stanno perdendo più professionisti.
La salute non dovrebbe avere colore politico.
Salviamo il SSN. Prima che sia troppo tardi.



