Leone XIV ai gendarmi vaticani: il distintivo più bello sia un cuore che sa custodire

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Nella Messa celebrat alla Grotta di Lourdes nei Giardini vaticani per il Corpo di vigilanza che opera all’interno dello Stato, il Papa invita a essere affidabili, discreti, leali e sottolinea che “l’autorità, alla luce del Vangelo, si esprime anzitutto nella capacità di custodire, ascoltare e accompagnare, con equilibrio, fermezza e rispetto”
Vatican News

Servire, custodire e proteggere. I tre verbi che racchiudono lo spirito e la finalità dell’impegno della Gendarmeria vaticana oggi pomeriggio radunatasi nella Grotta di Lourdes dei Giardini vaticani per partecipare alla Messa presieduta dal Pontefice, dopo il giuramento di quindici reclute.

Custodire, ascoltare, accompagnare

Leone si rivolge ai gendarmi come agli “operai” nella vigna del Signore ai quali sono affidati luoghi, ingressi, edifici, ma soprattutto persone. Un compito prezioso in cui la cura è uno dei tratti distintivi e da cui nasce il rispetto da usare nelle varie situazioni: “È bello vedere come guardate l’altro non come un problema da risolvere”.

Al centro della vostra vita e del vostro servizio deve esserci Lui: Gesù Cristo. Prima ancora di essere gendarmi, siete uomini chiamati a seguirlo. Da Lui impariamo la forza che sa farsi mitezza, la vigilanza che nasce dalla fiducia, l’autorevolezza che cammina insieme all’umiltà e il coraggio di intervenire con cuore misericordioso.

Un cuore docile

“Un cuore e una mente educati al bene” fanno parte, dice il Papa, dell’identikit del gendarme. E ancora, nell’omelia, insiste sulla parola ‘custodire’: “Chi custodisce gli altri deve custodire prima dentro di sé la verità, la giustizia, la bontà e il rispetto. Custodire gli altri chiede un cuore custodito dal Signore”.

Il vostro lavoro vi chiede certamente di essere vigili, ma la Parola di oggi vi invita a qualcosa di ancora più profondo: a vegliare con cura anche su voi stessi.

A custodire il cuore, perché non si indurisca ma sia sempre docile a Dio e attento agli altri; a custodire la coscienza, perché continui a guidarvi con rettitudine; a custodire la fraternità tra voi, perché ciascuno possa sentirsi accolto, sostenuto e mai solo.

A chi serve da tanti anni e ai quindici che oggi hanno giurato, dico: non dimenticate mai per chi e per che cosa avete scelto di servire. Siate uomini affidabili, discreti, leali. Lasciate che sia Gesù ad ispirare il vostro servizio. Il vostro distintivo più bello sia un cuore che sa custodire.