La risposta sta nella sua stessa natura: nato dall’unione tra la sinistra post-comunista e la componente cattolico-democratica, il partito ha sempre vissuto di mediazioni e correnti interne.
Negli anni, la scelta di essere un “partito di governo e di stabilità” e l’adozione di ricette economiche moderate lo hanno allontanato dalle storiche battaglie sul lavoro, trasformandolo in un arcipelago di veti incrociati.
Nonostante i tentativi di svolta progressista, il peso del suo pluralismo interno continua a mantenerlo in un limbo di centro-sinistra. Voi cosa ne pensate? È davvero la nuova DC o c’è spazio per una vera identità di sinistra?



