Cuba e il suo popolo continuano ad essere strangolati dall’embargo economico aggressivo e spregiudicato degli Stati Uniti che va avanti da 65 anni, al quale si sono aggiunte le sanzioni energetiche volute da Trump.
Un Paese che quando l’Italia aveva più bisogno, nei mesi più difficili del Covid, non ha esitato ad aiutarci inviando nelle nostre città medici ed infermieri, ora viene soffocato nel silenzio della comunità internazionale.
L’embargo ha messo in ginocchio il sistema sanitario. A Cuba la mortalità infantile è raddoppiata negli ultimi mesi, raggiungendo i 9,9 decessi su mille nascite. Secondo l’ultima denuncia dell’Alto commissario della Nazioni Unite per i diritti umani, i farmaci essenziali sono disponibili al 30% circa dei livelli di fornitura abituali. I tassi di sopravvivenza al cancro infantile, infatti, sono scesi dall’85% al 65% e migliaia di malati di tumore non hanno più accesso a chemio e radioterapia. La situazione delle più basilari infrastrutture civili non è migliore: mancano acqua e carburante, mentre rifiuti e acque reflue invadono le strade.
Non possiamo rimanere indifferenti e non mostrare riconoscenza in questo grave momento di difficoltà.
Esprimiamo per questo soddisfazione per l’approvazione, da parte della Commissione Affari esteri della Camera dei deputati, della mozione del Partito democratico a sostegno della popolazione cubana. Un atto che impegna il governo a promuovere rapidi interventi di aiuto umanitario, con particolare attenzione a carburante per uso sanitario, medicinali, attrezzature mediche e tutela della salute materno-infantile.
Si tratta di un primo passo nella giusta direzione, ma non ci fermiamo: la punizione collettiva del popolo cubano, illegale secondo il diritto internazionale, deve finire.



