“La liquidità messa in circolo dalla BCE deve andare a famiglie e imprese, non ai banchieri”

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Si potrebbe riassumere così il comunicato che abbiamo lanciato oggi come Commissione ECON del Parlamento Europeo.
Si tratta di una tematica emersa nelle audizioni e discussioni che abbiamo avuto in questi giorni su cui abbiamo riflettuto in una riunione oggi e che ci ha portato a prendere questa posizione pubblica, in cui ribadiamo la necessità che i Supervisori bancari mettano in campo delle restrizioni molto forti alla distribuzione di dividendi e alle pratiche di “buying back”.
Cosa significa questo? Significa che le banche, che oggi grazie ad una serie di interventi della Banca Centrale Europea hanno maggiore accesso a liquidità, non devono utilizzare questa liquidità per distribuire denaro agli azionisti o per ricomprarsi le proprie azioni, ma farla arrivare dove serve: famiglie e imprese. Si tratta di un tema delicato (secondo alcuni esperti le restrizioni ai dividendi potrebbero generare fughe di capitali dal settore) ma non possiamo permetterci che le risorse liberate in un momento così critico per la nostra economia non vadano dove sono maggiormente necessarie.
La buona notizia è che nelle stesse ore in cui noi ci siamo riuniti e abbiamo lanciato questo comunicato, si è riunito anche il Board della Sorveglianza della BCE che ha pubblicato proprio questa raccomandazione alle banche: di non distribuire dividendi né riacquistare proprie azioni per almeno sei mesi.
E’ confortante quando le istituzioni europee si muovono in modo tempestivo nella direzione giusta.
Purtroppo in queste stesse ore abbiamo avuto notizie meno confortanti dal Consiglio dell’Unione Europea, ovvero dai capi di Stato degli Stati membri, che ancora non sono riusciti a trovare un accordo. Non nego di essere delusa dall’esito del Consiglio, ma certo non rassegnata. Non bisogna smettere di lottare. Ci sono delle resistenze ma abbiamo anche alleati, e da qui occorre ripartire e insistere.