Si parla di identità. Il drastico taglio alle feste negli stabilimenti balneari non è solo una scelta amministrativa: è un segnale. Meno eventi significa meno lavoro, meno movimento, meno attrattività per una località che da sempre vive anche di intrattenimento e qualità dell’offerta.
Operatori e addetti ai lavori parlano di una stagione nell’incertezza, con programmazioni ferme e investimenti in stand-by.
E il rischio, quando una destinazione smette di programmare, è semplice: perdere terreno. La domanda oggi è una sola: che tipo di città vuole diventare Forte dei Marmi?



