“A Pasqua la differenza la fai tu”: la campagna OIPA contro la mattanza di agnelli. “È tempo di superare lo specismo”

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Pasqua è alle porte: mentre milioni di italiani si preparano a festeggiare, decine di migliaia di agnelli stanno vivendo le ultime ore della loro brevissima vita

Per la precisione, sono circa mezzo milione gli agnelli (e i capretti) che ogni anno vengono uccisi per diventare la portata principale del pranzo pasquale.

Molti di questi animali macellati e venduti in Italia provengono da Paesi esteri e, proprio per questo, devono sopportare lunghi ed estenuanti viaggi. Strappati alla madre quando hanno un solo mese di vita, gli agnelli vengono trasportati per ore stipati in camion.

Possono essere dalle 15 alle 24 le ore di viaggio necessarie per raggiungere il nostro Paese partendo dalla Francia, ma anche tra le 20 e le 30 se si parte dalla Romania. Un’agonia fatta, spesso, di sovraffollamento e di sistemi di abbeveraggio e ventilazione malfunzionanti.

Un tempo usanza molto più radicata – basti pensare che nel 2010 l’Istat riportava la macellazione di 4 milioni e mezzo di agnelli – oggi il consumo di carne di agnello è in netto calo. Negli ultimi anni, secondo dati aggiornati al 2025, il numero complessivo di agnelli e capretti macellati in Italia si attesta intorno ai 2,5/3 milioni annui, con un picco concentrato proprio nel periodo pasquale.

Un segnale importante, che riflette una crescente sensibilità dei consumatori verso il benessere animale. Eppure, i numeri restano elevati e raccontano una realtà ancora drammatica: milioni di vite spezzate ogni anno, a poche settimane dalla nascita, per una tradizione che al giorno d’oggi è doveroso mettere in discussione.

È su questa contraddizione che l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) accende i riflettori con la campagna “A Pasqua la differenza la fai tu”.

Il focus è sullo specismo, ovvero la discriminazione che porta ad attribuire maggiore valore morale e a considerare degni di amore e protezione alcuni animali – come cani e gatti – e altri destinati al consumo, pur avendo le stesse capacità di provare paura, dolore e attaccamento.

“Un cucciolo di cane e un agnello condividono la stessa età, la stessa capacità di provare emozioni e soprattutto stessa voglia di vivere. Non esistono animali “da amare” e animali “da mangiare”, è una distinzione che non ha basi scientifiche, biologiche o morali, ma solo culturali. E proprio per questo può e deve essere cambiata. Ovviamente, noi invitiamo a riflettere anche su quello che accade a tutti gli altri animali d’allevamento che soffrono allo stesso modo, ma eliminare l’agnello dalle tavole pasquali sarebbe già il primo passo verso un’alimentazione etica”.

Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia

Con questa campagna, l’OIPA invita quindi a compiere una scelta consapevole, portando in tavola alternative vegetali e lasciando fuori dal piatto la sofferenza animale.

Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, che può contribuire a ridurre la domanda e, di conseguenza, il numero di animali allevati e uccisi.

Ogni scelta individuale ha un impatto forte e concreto: Pasqua può diventare davvero una festa di rinascita e rispetto, se iniziamo a riconoscere che la vita di un animale, di un cucciolo di poche settimane, non vale meno solo perché appartiene a una specie diversa. L’invito dell’OIPA è chiaro: “a Pasqua, la differenza la fai tu”.