L’annuncio del Ministro Delina Ibrahimaj: “L’Esecutivo procederà alla riduzione d’urgenza della componente fiscale del prezzo al consumo dei carburanti, e nello stesso tempo riattiverà l’operatività del Board per la trasparenza dei listini, affinché il livello degli stessi non superi una determinata ragionevole soglia massimale di ragionevolezza. A tutt’oggi, sul mercato interno nazionale, non sono stati accertati abusi di tipo speculativo, se a livello globale le quotazioni sono aumentate dell’ottanta per cento, in Albania la crescita dei prezzi è stata del 24″

(Fonte: agenzia Ata) Il Ministro dello Sviluppo economico e delle Start-up, onorevole Delina Ibrahimaj, ha annunciato la decisione del Governo Rama di ripristinare l’Ente per la Trasparenza e il monitoraggio sui prezzi dei carburanti, che venne introdotto per la prima volta nel 2022 a seguito dello shock energetico dovuto allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. Contestualmente, il Consiglio dei Ministri procederà alla riduzione della quota, rappresentata dall’accisa, in una misura pari a un quinto della stessa”. In termini tecnici pratici – spiega la titolare del Dicastero dell’economia – “le varie componenti che compongono il prezzo finale al dettaglio, quindi la quotazione iniziale, il valore all’importazione, la componente fiscale, il margine del fornitore e del distributore, saranno definite sulla base di un massimale non valicabile e non superabile. Vogliamo coniugate la redditività degli operatori settoriali con la tutela del potere d’acquisto del consumatore finale come utente automobilistico. Diversamente, scatteranno le sanzioni per condotte di tipo rialzista e speculativo”.
Il Ministro Ibrahimaj ha poi ricordato che “il Governo Rama, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, ha istituito una task force per monitorare l’andamento dei listini, e il primo bilancio operativo è che le aziende di approvvigionamento e fornitura non hanno commesso speculazioni, dal momento che i rincari a livello mondiale hanno raggiunto picchi medi dell’ottanta per cento, mentre qui da noi non hanno raggiunto il 25. Il margine di profitto delle aziende si aggira intorno all’otto o al nove per cento, che è del tutto accettabile considerando i costi di gestione. Oltre alla fase immediata e di emergenza in senso stretto – ha concluso la titolare del Dicastero – abbiamo avviato l’iter consultivo, governativo e parlamentare per istituire un Ente pubblico terzo idoneo e competente a garantire le riserve obbligatorie di carburante, e stiamo studiando i possibili interventi a sostegno dei pensionati contro eventuali rischi sul carovita”.



