Così come non era il caso di farne per Jannik. Il suo tallone d’Achille continua ad essere la gestione mentale di alcuni momenti del match quando sembra dover necessitare di essere telecomandato
Lo si capisce dagli sfoghi, lo si capisce dal suo andare un po’ in confusione, come accaduto con Korda (al di là dei meriti di quest’ultimo). Anche queste dichiarazioni confermano questo, perché non riesco a comprendere cosa lui si aspetti dagli avversari. È normale che diano tutto e di più in campo contro di lui e Sinner, in primis per il fatto di non aver molto da perdere, e poi perché c’è il prestigio di giocare contro i migliori.
“Frustrazione per gli avversari! Beh, la verità è che non è il massimo, a dire il vero (sorride, ndr). È un po’ fastidioso, ma bisogna accettarlo.
Bisogna andare avanti e dare tutto. Per fortuna, sento di avere molte armi, molte cose che posso fare in campo per cercare di metterlo a disagio. Anche se oggi, a dire il vero, non ho trovato il modo. Ma so che d’ora in poi giocheranno così. Devo solo farmi trovare pronto, come ho detto.
Anche se lui ha giocato, direi, al di sopra del suo livello abituale, io c’ero. Molti 30-30, molti 40-40, palle break a mio favore. Non le ho sfruttate, ma devo guardarla da questo punto di vista.
Per le prossime partite, sai, devo pensare che giocheranno così, anche se pure io avrò le mie occasioni. Cercherò di giocare meglio in quei momenti, in quei punti. Cercherò di non farli restare in partita. Cercherò di spingerli ancora di più al limite”.



