Alessia Pifferi, cancellato l’ergastolo: in appello condannata a 24 anni

0
8

«Incapace di intendere e di volere» no, ma i disturbi mentali – di cui effettivamente almeno la seconda perizia di ufficio ha dato conto – valgono, nella valutazione dei giudici della Corte d’Assise d’Appello d’assise di Milano, le attenuanti generiche che abbattono l’ergastolo in primo grado e abbassano a 24 anni di carcere la condanna in secondo grado di Alessia Pifferi per aver lasciato sola a casa a morire di sete e fame la figlia di 18 mesi Diana, nei sei giorni di luglio 2022 in cui la madre rimase in vacanza fuori Milano con un uomo.

Il meccanismo delle attenuanti

La differenza sta nel punto dove stavolta si ferma il pendolo dell’aritmetica giudiziaria. Per la Corte di primo grado la 38enne nel 2022 era «capace di intendere e volere» non un «abbandono di minore» con morte come conseguenza (tesi difensiva da 3 a 8 anni di pena), bensì con «dolo diretto» l’«omicidio volontario» della figlia Diana di 18 mesi, lasciata 6 giorni sola con «due biberon di latte, due bottigliette d’acqua e una di teuccio». L’omicidio è punito con non meno di 21 anni e non più di 24, ma, essendo aggravato dal rapporto di filiazione, senza attenuanti aveva fatto scattare (anche senza l’esclusa aggravante della premeditazione) l’ergastolo.