Anche Deliveroo commissariata per sfruttamento dei riders

0
13

Dopo Glovo, anche Deliveroo Italy finisce sotto controllo giudiziario nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano per caporalato e sfruttamento dei rider.

Il provvedimento urgente di ieri ha disposto la nomina di un amministratore esterno e ha contestato un modello fondato su paghe giudicate non dignitose e su una gestione del lavoro guidata dall’algoritmo, che potrebbe coinvolgere fino a 20mila lavoratori tra Milano e il resto del Paese.

L’atto di accusa del pm Storari a Deliveroo

Pesantissime le parole utilizzate dal pm Paolo Storari nel provvedimento, nel quale si legge: “L’amministratore unico di Deliveroo Italy S.r.l. impiegava manodopera in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori.

In particolare corrispondeva ai riders, in stato di bisogno e operanti sul territorio milanese e nazionale (rispettivamente pari a circa 3.000 e 20.000 lavoratori), una retribuzione in alcuni casi inferiore fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva, somma che sicuramente non è proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire una esistenza libera e dignitosa (art. 36 Cost.) e palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale”.

Sotto la soglia di povertà il 75% dei riders

Un caso fotocopia di quello che ha riguardato Foodinho, la società che gestisce Glovo in Italia, messa due settimane fa sotto amministrazione giudiziaria e alla quale un giudice ha poi ordinato di “regolarizzare” fino a 40 mila rider, rafforzando i poteri dell’amministratore nominato dal tribunale.

Nel caso di Glovo, sul campione retributivo analizzato risultavano sotto soglia di povertà il 75% dei ciclofattorini, con uno scostamento medio di circa 5mila euro annui lordi.

Rispetto ai contratti collettivi nazionali di riferimento, l’87,5% del campione risultava sottopagato, con scostamenti massimi fino a 12mila euro annui.