Quasi un miliardo di euro. È questo il conto dei nuovi rincari che si abbattono sul 2026 e che, secondo le stime di Assoutenti, valgono 900 milioni di euro complessivi, frutto di una somma di aumenti su carburanti, tabacchi, pedaggi e servizi
La voce più pesante riguarda il gasolio, con 552 milioni di maggiori entrate attese per lo Stato nel corso dell’anno, seguita dai rincari su sigarette e prodotti da fumo, stimati in altri 213 milioni. Una stangata che apre l’anno che si è appena concluso con un impatto diretto sui bilanci familiari e che riaccende l’allarme sul potere d’acquisto, a fronte di stipendi stagnanti.
Dal primo gennaio è entrata in vigore una raffica di rialzi che attraversa settori diversi e che in parte discende dalle misure della legge di Bilancio. Il capitolo più immediato è quello dei carburanti. Con il riallineamento delle accise deciso dal governo, il gasolio diventa più caro di 4,05 centesimi al litro, mentre la benzina beneficia di una riduzione equivalente.
Considerando anche l’Iva, l’effetto finale è di circa cinque centesimi al litro, con il prezzo del diesel che sale a 1,784 euro e quello della benzina che si attesta intorno a 1,73 euro. Secondo le stime, l’operazione garantirà allo Stato 552 milioni di euro nel corso del 2026. Un aumento che, come segnala il Codacons, non riguarda solo chi fa rifornimento ma rischia di riflettersi sui costi di trasporto e, a cascata, sui prezzi finali di molti beni.
I pedaggi autostradali
A crescere sono anche i pedaggi autostradali, con un adeguamento medio all’inflazione dell’1,5 per cento applicato alla quasi totalità delle concessioni. Restano escluse alcune tratte, come la A10 e la A12 del Tirreno, la A5 e la A21 di Ivrea-Torino-Piacenza e le autostrade A24 e A25 di Strada dei Parchi. Su altre arterie l’aumento è più marcato: l’1,925 per cento sulla Salerno-Pompei-Napoli e l’1,46 per cento sull’Autostrada del Brennero, la cui concessione è scaduta ed è in corso il riaffidamento. Un ritocco che rende più costosi gli spostamenti quotidiani e i viaggi di lavoro.
Le sigarette
Il nuovo anno porta con sé anche sigarette più care. La manovra introduce un aumento progressivo delle accise nel triennio 2026-2028 su sigarette, sigaretti (cigarillos) e tabacco trinciato. Per il 2026 l’incremento medio è di circa 15 centesimi a pacchetto, destinato a crescere negli anni successivi.
L’impatto stimato da Assoutenti è di 213 milioni di euro solo per quest’anno. Gli aumenti riguardano anche le sigarette elettroniche, ampliando la platea dei consumatori coinvolti.
Fabrizio Goria



