Argentina, il tribunale riconosce due pesci rossi come esseri senzienti

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OIPA: “Un precedente importante”

In Argentina, due pesci rossi sono stati riconosciuti come esseri senzienti portatori di diritti e non come semplici oggetti di proprietà: è l’importante decisione di un giudice del Tribunale penale di Buenos Aires, che pone il giusto accento su una questione molto dibattuta.

I due pesci, chiamati Fede e Magui, avevano vissuto per anni in una piccola vasca inadeguata, esposta in una vetrina di un ristorante: una condizione di forte stress per i due animali, impossibilitati a muoversi secondo natura e sottoposti a continue sollecitazioni da parte dei passanti, oltre che alla luce del sole.

Per questo, il giudice ha deciso che i due pesci avranno una nuova casa, adatta alle loro esigenze etologiche; il proprietario, per otto mesi, dovrà partecipare a un percorso di incontri sul diritto ambientale e sulla tutela degli animali e dovrà rispondere alle eventuali convocazioni della procura e del tribunale.

L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) accoglie con favore questa notizia, che vede un Tribunale garantire uno status giuridico a degli animali spesso considerati “di serie B”, la cui capacità di provare dolore e stress è stata ormai ampiamente dimostrata dalla scienza.

“Ci auguriamo che questo rappresenti un precedente in grado di restituire la giusta dignità e soprattutto i giusti diritti anche ai pesci, animali fin troppo bistrattati perché così lontani e diversi dall’essere umano. L’OIPA si schiera contro la vendita di pesci rossi così come ovviamente di qualsiasi altro animale, e sostiene un’informazione consapevole sui rischi e le problematiche legate alla detenzione in acquari domestici”.

Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia

“Auspichiamo che in Italia la giurisprudenza si allinei a questo importante orientamento. Attualmente, la legge punisce anche a livello penale il maltrattamento di questi animali, e non mancano regolamenti comunali che impongono prescrizioni per garantirne il benessere, ma la strada per un adeguamento culturale è ancora lunga”.