Aumento dei costi energetici, l’allarme di Confai Bergamo

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Pietro Cattaneo (presidente): “Rincari ormai insostenibili: necessario un intervento immediato per garantire la continuità delle attività”

Nelle ultime settimane, a causa dell’aggravarsi della situazione geopolitica, il comparto agromeccanico, agricolo, orticolo e dei trasporti si trova ad affrontare una situazione che definire critica è ormai riduttivo.

“L’aumento vertiginoso dei costi del gasolio, del gas e, a cascata, dei concimi sta mettendo in seria difficoltà imprese e operatori che ogni giorno garantiscono la continuità delle produzioni e della filiera alimentare”, afferma il presidente di Confai Bergamo, Pietro Cattaneo.
Se in un primo momento poteva sembrare un fenomeno temporaneo legato a dinamiche speculative, oggi la realtà appare ben diversa. In pieno svolgimento delle operazioni in campagna, le imprese si trovano a fare i conti con rincari che, in molti casi, superano il 50%. Si tratta di un incremento insostenibile che rischia di compromettere non solo la redditività delle imprese, ma la stessa possibilità di portare avanti le lavorazioni nei tempi e nei modi necessari.
Il gasolio agricolo, fondamentale per tutte le operazioni meccanizzate, ha raggiunto livelli che mettono a dura prova la tenuta delle aziende agromeccaniche. Allo stesso modo, il costo del gas incide pesantemente sulla produzione dei fertilizzanti, generando un effetto a catena che si ripercuote direttamente sulle coltivazioni.
A tutto ciò si aggiungono i rincari nel settore dei trasporti, con inevitabili ripercussioni lungo l’intera filiera.
“Dal punto di vista operativo – osserva il segretario provinciale di Confai Bergamo, Enzo Cattaneo – siamo nel pieno delle lavorazioni e questi aumenti si riflettono in modo immediato sull’attività delle imprese, rendendo difficile programmare il lavoro e sostenere i costi”.
Confai Bergamo ritiene che non sia più rinviabile un intervento immediato e concreto di controllo e contenimento dei prezzi, al fine di ristabilire condizioni di mercato più eque e trasparenti, che permettano agli operatori di programmare il proprio lavoro senza essere schiacciati da costi imprevedibili e fuori controllo.
“Allo stesso tempo dobbiamo essere chiari – prosegue il presidente Pietro Cattaneo –: se non verranno adottate misure efficaci in tempi brevi, saremo inevitabilmente costretti a rivedere i nostri listini. Non si tratta di una scelta, ma di una necessità. Non è più possibile assorbire aumenti di questa portata senza trasferirli su chi richiede i nostri servizi, con conseguenze gravose per i consumatori”.
L’associazione richiama infine il senso di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti – istituzioni, fornitori e clienti – affinché si possa affrontare congiuntamente questa fase critica, tutelando un settore che rappresenta un pilastro fondamentale della nostra economia e della sicurezza alimentare del Paese.
“Solo attraverso un’azione condivisa e tempestiva – conclude Cattaneo – sarà possibile evitare conseguenze ancora più gravi e garantire un futuro sostenibile alle imprese e al territorio”.