“L’Europa continua a comprare petrolio russo, quattro anni dopo, e continua a finanziare la guerra contro se stessa”. Lo ha detto il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent durante il suo intervento al World Economic Forum
“L’India ha iniziato ad acquistare petrolio russo dopo l’inizio del conflitto – ha detto Bessent – ma il presidente Trump ha imposto una tariffa del 25%, e l’India ha rallentato e ha smesso di acquistare petrolio russo. La Cina è un grande acquirente di petrolio russo, così come lo è di petrolio iraniano e come lo era di petrolio venezuelano. Ma per loro ora niente più petrolio venezuelano”.
Ecco però come stanno le cose: dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, le importazioni di petrolio russo dell’UE sono drasticamente calate, passando dal 27 % del totale nel 2021 a circa 2-3 % nel 2025. Nonostante il calo complessivo, alcuni Stati membri (come Ungheria e Slovacchia) continuano a importare petrolio dalla Russia grazie a esenzioni specifiche all’embargo.
L’UE ha elaborato un piano normativo per ridurre e poi eliminare completamente le importazioni di petrolio e gas russo: nuovi contratti con fornitori russi sarebbero vietati a partire dal 1° gennaio 2026; contratti esistenti di petrolio/gas dovrebbero essere progressivamente eliminati: molte importazioni sotto vecchi accordi termineranno entro metà 2026 o fine 2027 nell’ambito del piano legislativo.



