Bob Morse arrivò in Italia a ventun anni, lasciando alle spalle Philadelphia e la possibilità di giocare in NBA

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Scelse Varese, scelse il basket europeo, scelse una vita che avrebbe cambiato per sempre
L’Italia, con le sue città, le sue persone, i palasport pieni di tifosi appassionati, diventò la sua casa. Non solo una tappa sportiva, ma un luogo dove costruire amicizie, una famiglia, una carriera straordinaria.
A Varese Bob dominò. Quattro scudetti, una Coppa Italia, tre Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, una Coppa delle Coppe. Sei volte capocannoniere del campionato italiano, 8164 punti in 289 partite, una media di 28 punti a partita, e un record personale di 62 punti in una gara senza il tiro da tre. Nessuna difesa poteva fermarlo: pressato, raddoppiato, marcato da giocatori più alti o più piccoli, segnava sempre, con una naturalezza che sembrava magia.
Per Bob non c’era differenza tra un tiro da sotto e uno da fuori area; quando lo diceva, aveva ragione. E non era solo il talento a renderlo speciale: la correttezza, il rispetto per compagni e avversari, la dedizione al gioco e all’Italia lo trasformarono in un simbolo.
Ma Bob non si limitò al campo. Imparò l’italiano, comprò casa, creò una famiglia, fece nascere le sue figlie in Italia. Dopo Varese, tre anni in Francia e un ritorno a Reggio Emilia, continuò a vivere il basket italiano anche come promotore, commentatore, organizzatore di tornei e clinic, ispirando generazioni di giovani. Scrisse lettere alla FIP, ricordando quanto l’Italia gli avesse dato e quanto lui avesse restituito al basket e al Paese.
“Mentre gli anni passavano, diventavo sempre più italiano con il cuore”, confessò.
Oggi Bob non ha più bisogno di numeri o titoli per raccontare chi è stato: le strade di Varese e Reggio Emilia, le palestre gremite, le vittorie e le sconfitte, portano ancora il suo nome.
La cittadinanza onoraria, i riconoscimenti, la Hall of Fame: sono dettagli di un percorso che ha lasciato un segno indelebile, non sulle pagine dei giornali, ma nel cuore di chi lo ha visto giocare, tifare, vivere. Bob Morse ha fatto dell’Italia la sua storia, e della sua storia l’Italia ricorderà per sempre il battito di un canestro perfetto.