Campo largo, Conte raccoglie apprezzamenti e consensi. E tra i politici è secondo solo a Giorgia

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Il momento che tutti ricordano, con terrore ma anche con il cuore oggi più leggero, è quello in cui l’allora premier Conte si affacciò in Tv – a reti unificate – raccontandoci che qualcosa di terribile stava accadendo: era il marzo 2020, e si annunciava la più grande epidemia contemporanea che abbia investito il mondo intero.

Il suo volto e il suo modo di parlare apparvero tutto sommato rassicuranti, e riuscirono a far mantenere i nervi saldi a milioni di italiani, in quei giorni e anche in quelli ancora più terribili dei mesi successivi.

Qualcosa è rimasto ancor oggi, di quella percezione positiva di allora: come se l’attuale leader del Movimento 5 stelle fosse giudicato in qualche modo super-partes, come se, anche quando attacca gli altri leader politici dell’attuale governo, da Salvini a Meloni, passando per Vannacci e Tajani, abbia a cuore soprattutto la salvezza del nostro paese. Questo è forse uno dei motivi per cui Giuseppe Conte non suscita odi troppo profondi, anche tra gli elettori che non stanno dalla sua parte.

Il livello di fiducia nei suoi confronti da parte degli italiani si situa oggi (dalle indagini Ipsos) intorno al 30% di giudizi positivi, secondo soltanto al premier Giorgia Meloni (una decina di punti superiore) ma superando di 4-5 punti percentuali i suoi “concorrenti” (nell’ordine, Tajani e, soprattutto, Schlein).

I suoi consensi sono ovviamente quasi plebiscitari tra gli elettori pentastellati (per oltre i 90%), ottiene buoni risultati nella sua coalizione (intorno al 50%), ma non sfigura nemmeno tra i suoi avversari politici, con giudizi positivi vicini al 20%, e neppure tra gli astensionisti che, in generale, sono solitamente i più critici nei confronti della “casta” dei politici.

Per quanto riguarda le caratteristiche socio-culturali, il suo apprezzamento arriva in particolare da chi si informa prevalentemente attraverso la radio e i giornali, tra gli studenti e gli impiegati e da chi ha un titolo di studio elevato, ma anche da coloro che sono fermi alla scuola elementare e manifestano difficoltà a tirare a fine mese, segno di una sua capacità di farsi apprezzare a più livelli di scolarizzazione e di stratificazione economica.

Dal punto di vista territoriale, i suoi consensi seguono abbastanza uniformemente la differenziazione territoriale dei voti al Movimento 5 stelle, così un buon successo si registra al centro-sud e nelle isole (con punti di apprezzamento superiori al 35%); come nel resto della coalizione progressista, Conte è maggiormente ben visto nei centri urbani piuttosto che nelle periferie, ma con differenze non così marcate come accade con i partiti della sinistra più tradizionale.

Nessuna particolare differenza, infine, tra l’elettorato maschile e quello femminile. Questa fiducia maggiormente elevata un po’ in tutte le fasce sociali e perfino elettorali, alimentata da un passato che si ricorda e si giudica come generalmente buono, benché ovviamente non da tutta la popolazione, è un facile indicatore di un suo successo più probabile – in caso di primarie – nei confronti dei leader degli altri partiti. E le sue recenti prese di posizione, con un’enfasi particolare sui temi economico-sociali, non fanno che alimentare questa immagine trasversalmente positiva.

Paolo Natale