Caso (e caro) Carburanti, Confedes: “In Italia occorre recuperare una cultura delle Partecipazioni Statali”

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I Dirigenti apicali Tonoli e Brambilla: “Gli sconti introdotti e temporanei non consentono di recuperare potete d’acquisto familiare né competitività aziendale, eppure a livello ordinamentale statale esisterebbero gli strumenti per riassegnare ai consumatori la quota di prezzo derivante dalle tensioni geopolitiche e dalle scommesse speculative nei borsini energetici. Nello stesso tempo, la restituzione dell’extra gettito da accise, oltre che parziale, è servito più a sussidiare la speculazione che a favorire pendolari, padroncini e trasportatori. Occorre introdurre un “paniere famiglia”, da noi già proposto fin dal 2021, includendo nello stesso gli idrocarburi”

Quanto si sta verificando sul mercato dei carburanti è la conferma della necessità di ripristinare una cultura delle Partecipazioni Statali, con una dignità anche ministeriale, per ricreare un ecosistema favorevole a un’industria di tipo misto, a una efficiente reindustrializzazione nei settori fondamentali del made in Italy tradizionale e innovativo (compresi i processi di trasformazione e lavorazione) e a una gestione dei fattori produttivi, inclusi i carburanti, da mettere al riparo dagli eccessi della finanziarizzazione ricollocandoli al servizio dell’economia delle Persone e delle Aziende.

In un Paese, come l’Italia, caratterizzato da un mix letale di alta pressione fiscale, alta inflazione, bassa crescita, bassissima progressività impositiva e deindustrializzazione netta, immaginare il ricorso a tassazioni addizionali, soprattutto nei settori a più elevato rischio di “transfer pricing”, sarebbe penalizzante proprio nei confronti dei consumatori e dei produttori. La capillare presenza delle stazioni di servizio al dettaglio, controllate da Eni, consente un regime di calmierazione dei prezzi, nel pieno rispetto delle esigenze societarie e concorrenziali, così come basterebbero alcuni interventi normativi per allineare nuovamente le tariffe elettriche al potere d’acquisto delle famiglie e per impedire i rincari a danno delle categorie vulnerabili dell’ex mercato tutelato.

In via Sallustiana a Roma aveva sede il dicastero delle Partecipazioni Statali 

Quanto sta succedendo, anche in merito ai dati statistici sulla platea dei contribuenti Irpef, è la triste riaffermazione plastica di un sistema tributario e tariffario orientato alla persecuzione dei redditi medi tracciabili e alla disincentivazione di nuova o maggiore ricchezza imponibile. Per questo è necessario introdurre un “paniere famiglia” che includa i carburanti e i prodotti energetici e fissi un livello reddituale sul quale non si abbattano gli effetti delle tassazioni addizionali e dei rincari importati. Non occorrono tassazioni piatte o extra, serve che le stesse siano giuste, altrimenti gli effetti continueranno a restare a carico di chi lavora, produce e risparmia nell’economia legale e regolare, così come è avvenuto fino a oggi. Il capitolo fiscale e tariffario del libro “Cattolici uniti, da 130 anni per benedire un’Italia nuova”, edito nel 2021, ribadisce tuttora la propria freschezza e lungimiranza sui temi tributari e tariffari. Altrimenti di extra ci saranno solo i costi sociali sui soliti, e di piatto ci sarà la nostra economia reale.

I Dirigenti Tonoli e Brambilla con Beppe Ghisolfi, Banchiere internazionale e scrittore e autore della prefazione al libro “Cattolici uniti da 130 anni per benedire un’Italia nuova”, dove è contenuto il capitolo su Paniere famiglia e lotta ai rincari importati 

Lo dichiarano Ivano Tonoli ed Erminio Brambilla, Dirigenti apicali di Confedes Fede, la Confederazione datoriale e sindacale delle PMI di ispirazione cattolica.