Coldiretti : “Con blocco rotte commerciali danno di 2 mld”. Iniziativa Fiori nei cannoni

0
7

“Oltre all’aumento dei costi di produzione, con il prezzo del gasolio agricolo alle stelle che ha portato la Coldiretti a presentare denuncia in procura contro le speculazioni, anche il blocco dei traffici commerciali legato alla guerra in Iran sta gia’ causando gravi danni all’export, a partire dai mercati mediorientali dove il valore complessivo delle vendite agroalimentari tricolori ammonta a oltre 2 miliardi di euro.

E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della mobilitazione con 3 mila agricoltori a Palermo, riuniti al Teatro Politeama e in una struttura adiacente, assieme al presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente di Coldiretti Sicilia, Francesco Ferreri, oltre al ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.

A preoccupare sono soprattutto i prodotti deperibili, a partire da florovivaismo e ortofrutta. Le mele trovano nei mercati dell’area una piazza importante, con il 13% del valore dell’export, mentre lo stop al traffico marittimo nel Golfo arriva proprio nel momento clou della campagna floricola, con circa mille container destinati ai Paesi del Medio Oriente e ordini gia’ in portafoglio che stanno subendo una brusca frenata.

Alcune spedizioni in viaggio sono state deviate verso l’India, con il rischio di compromettere la qualità dei prodotti. A pesare sono anche le scelte delle principali compagnie di navigazione che evitano il Canale di Suez, allungando tempi e costi delle rotte.Intanto si registrano aumenti annunciati dai fornitori di materie plastiche per vasi e impianti di irrigazione, mentre continuano a salire i prezzi di gasolio ed energia anche per effetto di manovre speculative. Proprio ieri Coldiretti ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di finanza contro gli aumenti ingiustificati del gasolio agricolo, mentre crescono anche le tensioni sul fronte dei fertilizzanti

La mobilitazione di Palermo rilancia inoltre la battaglia contro la norma dell’ultima trasformazione del codice doganale che consente a prodotti stranieri di diventare formalmente Made in Italy dopo una minima lavorazione.

E’ il caso di petti di pollo sudamericani impanati, cosce di maiale olandesi o danesi vendute come prosciutti italiani, carciofini egiziani sott’olio o succhi di frutta che acquisiscono l’etichetta italiana per l’export. Una pratica che penalizza anche le eccellenze siciliane apprezzate da tutto il mondo come arance, limoni, pistacchi e mandorle e che si estende a mozzarelle con latte estero, sughi con concentrato cinese o pasta con grano canadese. Per questo Coldiretti chiede l’obbligo di etichettatura d’origine per tutti i prodotti in vendita nell’Unione europea.