Como-Inter, noia mortale

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Una noia mortale, che ha totalmente tradito le attese per la prima semifinale di Coppa Italia. Zero gol, qualche sporadico sussulto, un equilibrio retto sugli sbadigli, mettendo a dura prova gli eroici spettatori convenuti sugli spalti del Sinigaglia.

Sulla carta, doveva essere la scintillante sfida fra la capolista schiacciasassi del campionato e la grande bellezza del Como, nel 2019 promosso in Serie B, nel 2024 promosso in Serie A, ora in corsa per la qualificazione alla prossima Champions League.

In realtà, è stata un micidiale sonnifero la partita fra Como e Inter, caratterizzata da uno stucchevole, estenuante possesso palla, direttamente proporzionale al tedio che l’inconcludenza delle due squadre ha suscitato.

L’Inter 2, mandata in campo da Chivu con il pensiero dichiaratamente rivolto al derby, ha badato prima di tutto a non perdere, conscia che la qualificazione alla finale passerà dal ritorno a San Siro, il 22 aprile.

E qui ci sarebbe da ridire sulle semifinali che si giocano alla siderale distanza di 50 giorni l’una dall’altra, imposta da un calendario che definire cervellotico è un eufemismo. Tuttavia, non è il caso di infierire, considerati i chiari di luna di una gara resa infinitamente leziosa da un tatticismo esasperato nonostante, nel primo tempo, l’imprevedibile Como, messo in campo da Fabregas senza una punta di ruolo, avesse assicurato ai lariani la supremazia territoriale.

Che, però, alla fine, non è bastata loro per avere il sopravvento su un’Inter sparagnina e protesa a non prendere gol, per giocarsela a San Siro. Obiettivo raggiunto, condito anche dall’estemporaneo palo di Darmian mentre Valle ha sprecato l’unica vera occasione comasca.

Morale: al contrario dello spettacolare 3-3 fra Roma e Juve, quarantotto ore dopo Como-Inter è stata la saga dell’uggia, auspicabilmente poco vista in giro, soprattutto all’estero, all’anima del modello italiano da esportazione di cui blaterano in Lega dove volevano pure portare Milan-Como in Australia. Gli applausi per l’eroica resistenza al sonno, si riservino esclusivamente agli spettatori paganti. Meritavano ben altra serata

Xavier Jacobelli