Con l’arrivo della primavera tornano i fiori: “Un settore fatto di qualità, stagionalità e presidio nei quartieri”
Padova – Con l’inizio della primavera, che segna il risveglio della natura e delle città, tornano protagonisti anche i negozi di fiori, attività che rappresentano un punto di riferimento diffuso nel territorio e un elemento identitario del commercio di prossimità.
Amore, passione e dedizione. Sono le qualità indispensabili per avvicinarsi al mondo dei fiori e, in particolare, per intraprendere la professione del fiorista. Un mestiere antico, fatto di creatività e competenze tecniche, ma anche di sensibilità, cura del dettaglio e capacità di interpretare emozioni e momenti di vita attraverso composizioni floreali.
Essere fiorista oggi significa molto più che saper realizzare un mazzo di fiori: vuol dire conoscere le stagionalità, rispettare la materia prima, aggiornarsi sulle nuove tendenze del design floreale e saper dialogare con una clientela sempre più attenta e consapevole. E lo sa bene Daniela Beggio, titolare dell’omonima fioreria di via San Marco a Padova.
«Un’attività che affonda le sue radici nella storia della mia famiglia, iniziata nel 1956 – racconta la titolare –. Da quarant’anni porto avanti l’impresa in prima persona, con il supporto di mia sorella due volte a settimana. In questo momento storico non mi è possibile ampliare l’organico. Quello del fiorista non è un lavoro per tutti: richiede passione, sacrificio e creatività. È un mestiere fisicamente impegnativo, a stretto contatto con l’acqua, e richiede ogni giorno attenzione e capacità di rispondere alle esigenze dei clienti».
È un lavoro che richiede impegno quotidiano, formazione continua e una forte dedizione, ma che restituisce anche grandi soddisfazioni, grazie al contatto diretto con le persone e con la bellezza della natura.
Cresciuta professionalmente tra banco, celle frigo e composizioni su misura, Beggio sottolinea come la scelta dei fiori sia frutto di esperienza e sensibilità.
«Negli anni mi sono specializzata nella creazione di bouquet in cui non può mai mancare l’ortensia, il mio fiore preferito – prosegue –. Fondamentale è anche il rapporto con il fornitore, sia nella definizione delle quantità da ordinare sia nella qualità del prodotto. L’esperienza aiuta a calibrare gli acquisti, evitando eccedenze e riducendo il rischio di sprechi».
In un contesto in continua evoluzione, la figura del fiorista resta centrale nella vita delle comunità, accompagnando cerimonie, ricorrenze e momenti speciali, contribuendo allo stesso tempo alla vitalità dei centri urbani e alla valorizzazione del commercio di prossimità
I fioristi non sono soltanto esercizi commerciali: sono presidi urbani che contribuiscono a rendere più vivibili e accoglienti le città, creando bellezza nei quartieri e partecipando attivamente alla vita sociale, dalle ricorrenze alle iniziative locali.
«La primavera è da sempre il momento più importante per il nostro settore – commenta Flavio Convento, vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale –. È il periodo in cui si riscopre il valore del verde, dei colori e della qualità, ma anche il ruolo dei negozi di vicinato, capaci di consigliare e accompagnare il cliente con professionalità»
Dal Veneto arriva un segnale importante e concreto « È l’unica regione in Italia ad aver riconosciuto ufficialmente la figura professionale del fiorista, valorizzandone competenze e ruolo economico e culturale – commenta Flavio Convento, vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale –. Un passaggio strategico per tutelare un mestiere che unisce artigianato, creatività e impresa e che può diventare un modello a livello nazionale. Restano centrali la formazione professionale e il contrasto all’abusivismo, che continua ad alterare la correttezza e la trasparenza del mercato».



