Confcommercio: “dato atteso ma inquietante”

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“Largamente atteso, ma non per questo meno inquietante, il dato sulle vendite al dettaglio conferma le anticipazioni dell’ICC (-21,8% congiunturale grezzo per i beni). In marzo, l’indice scende a un livello che non si osservava dal 2000”: è il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio sui dati Istat.

“Solo considerando – continua la nota – che le vendite calcolate dall’Istat non comprendono i consumi di servizi (per esempio presso bar e ristoranti) e gli acquisti di auto, segmenti che viaggiano prossimi al meno 100% mensile, si comprende appieno la gravità dell’impatto del lockdown in termini di spesa delle famiglie e, quindi, di fatturato aziendale e reddito dei lavoratori indipendenti. Purtroppo il dato di marzo sarà peggiorato dalle performance di aprile, né l’estate potrà compensare minimamente le perdite subite nei mesi precedent”.

“Mentre si punta a un maggiore indebitamento delle imprese private -conclude l’Ufficio Studi – manca una strategia ragionevole di indennizzo alle attività produttive più colpite, l’unica che potrebbe restituire un po’ di fiducia sul futuro, tutto da costruire. In questo contesto, immaginare una ripresa vivace e diffusa dal prossimo autunno è frutto più di nobile speranza che il risultato di necessari e affidabili calcoli”.

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