Con le previsioni di primavera, il centro studi di Confindustria taglia le stime di crescita valutando l’impatto del conflitto in Iran.
Tre scenari: nel peggiore, quello di una guerra che si protragga per tutto l’anno, 10 mesi, il Pil 2026 è visto “in recessione” a – 0,7%; con 4 mesi di guerra, fino a giugno, “è stimato in stagnazione”, crescita zero; con uno stop alla guerra entro marzo “sarà pari a +0,5%”. Ad autunno la stima degli economisti di viale dell’Astronomia era +0,7%.
I tre scenari “non contemplano una auspicabile azione sia a livello europeo che italiano per affrontare una situazione grave”: per Confindustria “si impone quindi la preparazione immediata di misure italiane ed europee in grado di sostenere l’economia di imprese e famiglie”.



