Così il turismo estero sostiene il servizio sanitario locale in Albania

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Il Premier Edi Rama e la titolare del dicastero della salute e delle politiche sociali e del welfare, onorevole Evis Sala, hanno evidenziato i benefici connessi alle innovazioni del sistema tariffario di nuova entrata in vigore per i visitatori stranieri, i quali godono di servizi sanitari emergenziali e stagionali a fronte di una minima quota di partecipazione ai costi che consente ai residenti di usufruire di infrastrutture ambulatoriali integralmente finanziate tutto l’anno

(Fonte: Scan TV) Per la prima volta in occasione di questa stagione turistica, il quadro tariffario unificato istituito dal Governo Rama e dal Ministero della Salute, per alcuni servizi sanitari, viene applicato solo ai turisti esteri e non anche ai cittadini residenti in Albania. Novità che sono state ribadite durante l’ispezione presso il Centro sanitario estivo di Tale, nel distretto comunale di Lezha, compiuta dalla Ministra della Salute e del Welfare, onorevole Evis Sala, la quale ha sottolineato che “le tariffe non incidono in alcun modo sui cittadini Albanesi, i quali continuano a ricevere servizi sanitari gratuiti, come previsto dal sistema pubblico universalistico. Una delle innovazioni che abbiamo introdotto quest’anno, infatti, è il pagamento di alcuni servizi sanitari da parte dei turisti stranieri. Sottolineo ancora una volta che si tratta solo di visitatori esteri, non di cittadini albanesi, per i quali il servizio continua ad essere gratuito, così come lo è sempre stato. Abbiamo stabilito delle tariffe semplici che offrono ai centri sanitari l’opportunità di generare un reddito aggiuntivo. Questo reddito verrà utilizzato dai centri stessi per investire nel miglioramento dei servizi e per fare fronte alle esigenze più immediate”.

Nella pratica, è come se venisse richiesto, ai turisti in situazioni di emergenza, di sostenere un minimo ticket rispetto a una rete ambulatoriale e di prima presa in carico che sta dimostrando di reggere benissimo i flussi crescenti di arrivi e presenze soprattutto nelle aree marittime.

Dall’inizio della stagione turistica, in vigore dal primo giugno scorso, oltre 17.000 vacanzieri hanno usufruito dei servizi dei Centri di Salute Estivi, di cui circa il 21 per cento formato da turisti stranieri, a conferma del ruolo sempre più importante di queste basilari e diffuse infrastrutture nella visione volta a garantire l’assistenza sanitaria durante i picchi della bella stagione.