Crob di Rionero, Araneo: la diagnosi non può attendere

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Ci sono luoghi in cui la parola ‘tempo’ non è una variabile organizzativa, ma una misura della vita. Il CROB di Rionero è uno di questi luoghi. Si tratta di un presidio che negli anni ha rappresentato e continua a rappresentare per la Basilicata un riferimento scientifico e umano, un luogo in cui convergono competenza clinica e prossimità territoriale.

Proprio per questo, quando emergono criticità che toccano il cuore dell’attività diagnostica, non possiamo limitarci a registrarle: dobbiamo interrogarle, comprenderle, pretendere chiarezza”.

Lo dichiara la capogruppo del M5s in Consiglio regionale, Alessia Araneo, che aggiunge:

“Abbiamo depositato un’interrogazione a risposta scritta perché le segnalazioni che ci sono pervenute non descrivono un semplice disguido tecnico, ma una condizione che, se confermata, rischia di incidere sui tempi delle cure.

Un reparto di Radiologia che opera con una sola apparecchiatura di risonanza magnetica, mentre una seconda risulta non funzionante da mesi, potrebbe produrre disservizi significativi.

E li produce sui pazienti, costretti a lunghe attese, anche di quattro o cinque ore, così come su chi affronta un percorso oncologico, nonché sulle e sugli operatori sanitari, che si trovano a reggere una pressione crescente. In oncologia la priorità non può essere una formula elastica.

Deve essere un criterio strutturato, automatico, garantito. Se la tempestività diventa aleatoria, se l’organizzazione non è in grado di assicurare percorsi differenziati e realmente rapidi per chi ne ha più bisogno, allora il problema non è solo tecnico.

È una questione di governo del sistema, di manutenzione programmata, di gestione dei contratti, di capacità di prevenire anziché inseguire le emergenze”.

“Con la nostra interrogazione – evidenzia Araneo – chiediamo alla Giunta di dire con chiarezza se queste criticità trovino riscontro, quali siano le cause del mancato funzionamento della seconda apparecchiatura, quali siano i tempi certi per il pieno ripristino e quali misure immediate si intendano adottare per ridurre le attese.

Non è una richiesta polemica. È un atto di re sponsabilità. La Regione esercita funzioni di indirizzo e controllo sul Servizio Sanitario Regionale: questo ruolo non può essere evocato solo nei momenti celebrativi, ma deve manifestarsi quando emergono nodi che incidono direttamente sul diritto alla cura”.

“Difendere il CROB significa difenderne l’eccellenza, non occultarne le criticità. Significa pretendere che un presidio di rilievo nazionale sia messo nelle condizioni di funzionare al meglio. E significa anche proteggere la dignità dei pazienti. Non gridiamo allo scandalo. Ma non accettiamo che si normalizzi ciò che normale non è.

In sanità la trasparenza non è un optional e l’efficienza non è un favore: si tratta di standard che le istituzioni devono garantire a chi affida loro la propria salute.

Continueremo a vigilare con rigore – conclude Araneo – perché su diagnosi e tempi di cura non si può arretrare di un solo giorno”.