“I fascisti ci sono, e tanti, ma al potere – sottolinea -. Un’intera classe dirigente che ha occupato il Paese da decenni e non vuole mollarlo. Specie a persone non controllabili come Meloni che vanno fatti fuori, distrutti in ogni modo”.
Sull’ipotesi di Tajani premier che arriva anche dal Ppe dice: “Non è il Ppe che decide chi fa il premier in Italia – evidenzia -. Deve essere il migliore della coalizione vincente alle urne. Personalmente penso che Tajani premier non sia in agenda. Il premier non si impone dall’esterno, lo scelgono i cittadini”.
E parlando delle divisioni nel centrodestra precisa: “Nessuno obbliga nessuno a stare insieme e non si possono rimandare a dopo la vittoria elettorale, se ci sarà, tutte le questioni aperte – commenta –
. Se Giorgia me lo chiedesse le direi: se dovete rompere subito dopo il voto, meglio farlo prima e andare da soli. Il tema non sono i collegi da dividere, ma avere un programma comune”. E sul nome del premier? “Lo dice Salvini: sarà scelto tra chi prende più voti”.



