Dal 20 giugno al 18 ottobre il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta Fly-by

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Nato a Torino nel 1989, Saglia sviluppa da anni una ricerca che prende avvio dalla griglia modernista, assunta come struttura di riferimento e al tempo stesso come dispositivo da mettere in discussione

Nelle sue opere la griglia viene infatti enfatizzata, deformata e riorganizzata fino a diventare un sistema riflettente e immersivo, capace di coinvolgere lo spettatore in un’esperienza percettiva complessa.

Il titolo della mostra trae ispirazione dal linguaggio dell’astronautica e si riferisce al sorvolo ravvicinato che satelliti e sonde compiono ad alta velocità in prossimità di un pianeta o di un corpo celeste. Si tratta spesso di un primo approccio esplorativo in grado di raccogliere dati essenziali e aprire nuove prospettive di indagine.

“Ricordate quando Palomar si mette sulla spiaggia deciso a guardare una sola onda, separandola da tutte le altre, e fallisce perché l’onda cambia continuamente, si fonde con quella che segue e riflette il cielo? Ecco, come Palomar – o come una sonda in orbita – ognuno di noi di fronte alle opere di Erik Saglia può accogliere l’invito di muoversi senza un punto di vista perfetto o assoluto. La nostra è una traiettoria parziale, prospettica, legata all’istante preciso di un sorvolo visivo: forse instabile, ma sicuramente umano.

Fly-by trasforma il museo in un satellite di puro colore che si manifesta attraverso un’importante selezione di quadri la cui superficie di resina riflettente sigilla il rigore della griglia geometrica e, al tempo stesso, si apre al mondo: cattura la nostra immagine, le luci della stanza e gli altri visitatori.

È l’occasione per ridefinire lo spazio e l’arte a misura di una comunità dove l’opera non si offre a una contemplazione statica, ma si compie e si rigenera nel riflesso e nella partecipazione di chi guarda”, dichiara Elsa Barbieri, curatrice della mostra e Direttrice del Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese.

In questa chiave, il progetto espositivo al Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese si sviluppa come un attraversamento dell’ambiente museale, inteso come nuovo campo di osservazione e intervento, dove «la verità del quadro» si genera dinamicamente nello scarto temporale e prospettico del continuo passaggio dei visitatori.

La mostra, che comprende una selezione di circa quaranta opere, si apre con un wall painting (Untitled, 2026) sulle tonalità del grigio, all’interno del quale trovano posto le opere, e si sviluppa nel salone centrale con un altro grande progetto, H-ALPHA LINE (2026), che prende il titolo dalla linea Halfa, ovvero una specifica riga spettrale rossa dell’idrogeno, fondamentale in astrofisica per l’osservazione di nubi di gas e regioni di formazione stellare, e che combina wall painting e quadri.

Al primo piano, due sale adiacenti ospitano disegni e quadri di Manifesti Satellite, una serie in progress che riflette il più ampio interesse dell’artista per il cielo come spazio di osservazione, conoscenza e orientamento.

Una terza sala, appositamente ridipinta in una tonalità di verde che richiama il colore originario del palazzo, ancora visibile nell’erker, accoglie invece le opere della serie Goldigger realizzate con vernice spray, foglia d’oro, nastro adesivo di carta e resina epossidica applicati su pannello.

Al piano superiore il percorso prosegue con una selezione di Manifesti Satellite. Nata dalle immagini del sistema solare trasmesse dai satelliti, questa serie si confronta con una dimensione che oggi appare insieme vicina e remota, familiare e ancora in larga parte da esplorare.

In un’epoca in cui la tecnologia tende a guidare gran parte dei nostri spostamenti e delle nostre percezioni, il gesto di alzare lo sguardo verso la volta celeste assume un significato particolare: tornare a confrontarsi con ciò che per secoli ha accompagnato l’uomo nella lettura del mondo e nella costruzione delle proprie mappe.

Attraverso Manifesti Satellite, Saglia suggerisce così una riflessione sulla necessità di recuperare nuove forme di orientamento, individuale e collettivo, e di immaginare il futuro a partire da ciò che ancora resta da osservare.

Questo interesse per il cielo trova infine un’ulteriore declinazione nell’ultima sala del percorso espositivo con un’installazione su parete interamente ricoperta di grandi disegni realizzati con carta millimetrata e carta dipinta con vernice spray.

La mostra è realizzata dal Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese ed è promossa dal Comune di Cavalese con il sostegno di APT Fiemme Cembra e Cassa Rurale Val Di Fiemme. Si ringrazia Thomas Brambilla Gallery per la collaborazione.

Erik Saglia

Erik Saglia (Torino, 1989) vive e lavora a Torino. Dopo essersi formato all’Accademia Albertina di Belle Arti, dove si è diplomato nel 2014, ha sviluppato una pratica artistica fondata su un’approfondita ricerca sui materiali e sulle loro possibilità espressive, unita a una rigorosa artigianalità del gesto. Fin dagli esordi, Saglia ha indagato le implicazioni della griglia modernista, assumendola come struttura di partenza per poi enfatizzarla e riorganizzarla.

Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese

Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese nasce nel 2001 all’interno dello storico Palazzo Rizzoli, antico complesso signorile situato nel centro storico di Cavalese, in Val di Fiemme, che nel corso degli anni ha vissuto significative trasformazioni, sia nell’aspetto che nella funzione, vantando oggi diverse unità che si differenziano per epoca di costruzione, stile ed elementi architettonici. Il primo nucleo della collezione d’arte moderna e contemporanea del Museo si forma a partire da una preziosa selezione di opere di Bruno Munari e di numerosi artisti storicizzati appartenuta al Dottor Giancarlo Baccoli, medico di origine bresciana residente nel comune fiemmese, che negli anni coltivò relazioni con artisti, collezionisti e critici protagonisti dell’arte italiana della seconda metà del Novecento. N