Consorzi di bonifica, Confai Bergamo: bene il Ddl CNEL, ma va riconosciuto anche il ruolo delle imprese agromeccaniche Bolis (Confai ): “Difesa del territorio e gestione delle acque richiedono un approccio integrato, basato su una piena rappresentatività degli attori interessati”
“Il disegno di legge promosso dal CNEL per rafforzare il ruolo dei consorzi di bonifica nella manutenzione del territorio e nella gestione del dissesto idrogeologico va nella giusta direzione e intercetta un’esigenza reale del paese, resa ancora più evidente dall’estremizzazione degli eventi climatici”: così Leonardo Bolis, presidente di Confai Bergamo e Confai Lombardia, aderenti a CAI Agromec, commenta l’avvio dell’iter parlamentare della proposta che introduce nel Testo unico ambientale nuove modalità di convenzione tra enti territoriali e consorzi.
Secondo Bolis, la valorizzazione dei consorzi di bonifica rappresenta un passaggio fondamentale per rendere più efficiente e capillare l’azione di presidio del territorio e del reticolo idrografico. “Si tratta di strutture che hanno una conoscenza diretta dei territori e che possono contribuire in modo significativo a una gestione più ordinata, continua e preventiva delle risorse idriche, con benefici evidenti sia per l’agricoltura sia per la sicurezza delle comunità locali”.
Pur valutando positivamente l’impianto complessivo del provvedimento, Confai richiama tuttavia l’attenzione su un aspetto specifico del testo. “Il comma 8 del disegno di legge – osserva il segretario provinciale di Confai Bergamo, Enzo Cattaneo – fa riferimento alla possibilità per i consorzi di stipulare convenzioni con gli imprenditori agricoli, senza menzionare il ruolo delle imprese agromeccaniche, che da sempre operano in modo strutturale e professionale proprio negli ambiti della manutenzione e della gestione delle risorse naturali, oltre che in altre funzioni di servizio al mondo rurale”.
“Le imprese agromeccaniche – prosegue Cattaneo – investono stabilmente in tecnologie avanzate, mezzi specializzati e competenze tecniche, e sono abituate a lavorare in modo coordinato su scala territoriale. Trascurarne il contributo rischia di indebolire l’efficacia complessiva del sistema, proprio in una fase in cui servono soluzioni capaci di coniugare produttività, sostenibilità ambientale ed uso efficiente delle risorse”.
Confai ribadisce infine la propria disponibilità a contribuire in modo costruttivo al confronto istituzionale in corso, auspicando che il percorso parlamentare possa portare a un riconoscimento pieno e integrato di tutti i soggetti che, a vario titolo, operano quotidianamente per la tutela del territorio e il buon funzionamento del sistema agricolo.



