I social media rappresentano “un potentissimo fattore di diffusione” dei disturbi legati all’alimentazione
Se prima si parlava di siti o blog, che erano più o meno facilmente individuabili, adesso i canali attraverso cui ragazzi e ragazze possono attingere a informazioni riguardo a metodi pericolosi per perdere peso “si sono moltiplicati”.
E sono alla portata di tutti le app per il conteggio calorico o il dispendio energetico, a cui si somma l’effetto negativo dei social sull’autostima.
A rilevarlo è la psichiatra e psicoterapeuta Laura Dalla Ragione in occasione della giornata mondiale di sensibilizzazione sui disturbi alimentari.
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L’esperta ha poi sottolineato che è “aumentato moltissimo” il fenomeno dell’autolesionismo nei disturbi dell’alimentazione, presente nel 60% dei casi. Inoltre, il 30% di coloro che hanno disturbi del comportamento alimentare sono minorenni, confermando la tendenza all’abbassamento dell’età, e si segnala un forte aumento nel genere maschile.
“Questi disturbi non riguardano più solo il femminile – ha aggiunto – e il 20% per cento dei pazienti tra 12e 17 anni è costituito da maschi. Il motivo – spiega Dalla Ragione – è collegato al cambiamento del rapporto con il corpo dei ragazzi, anche per loro diventato un teatro del disagio. Tra il 2020 e il 2021 gli accessi alle strutture di cura territoriali e ospedaliere dei ragazzi è aumentato di 4 volte. Probabilmente il lockdown ha fatto emergere una sofferenza più nascosta, quella maschile”.



