Donald Trump annuncia un “D-Day economico” contro Teheran, minacciando sanzioni secondarie a Cina e Russia

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Donald Trump ha dichiarato l’avvio dell’operazione di isolamento finanziario più dura mai intrapresa dagli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell’Iran, definendola un vero e proprio “D-Day economico”.

Attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente americano ha spiegato che la decisione nasce dal rifiuto di Teheran di cogliere le opportunità di accordo offerte da Washington, avviando così una fase di azzeramento delle risorse destinate al regime e ai Pasdaran.

L’elemento di maggiore rottura risiede nell’avvertimento rivolto ai Paesi terzi, in particolare a Cina e Russia, accusati di aver fornito alleanze tattiche, società di facciata, nodi bancari e porti per consentire l’elusione del blocco e il contrabbando del petrolio iraniano. Trump ha chiarito che qualsiasi istituzione finanziaria, impresa, aeroporto o ente governativo che offrirà un’ancora di salvataggio a Teheran andrà incontro a conseguenze economiche dirette.

Sebbene i dettagli operativi delle “misure storiche” non siano stati ancora resi noti dal Dipartimento del Tesoro guidato da Scott Bessent, le analisi convergono su un forte inasprimento delle sanzioni di secondo grado.

Tra le opzioni al vaglio vi sono il blocco terrestre dei flussi di merci, misure punitive rivolte alle raffinerie indipendenti cinesi che lavorano il greggio iraniano e ritorsioni severe contro il sistema bancario estero.

Questo approccio rischia di riaprire le tensioni con Pechino a sole quattro settimane dalla visita ufficiale del presidente Xi Jinping a Washington.