Donato Carrisi – L’uomo del labirinto – Milano, Longanesi, 2017. 390 p. (288)

0
0

In una città super accaldata, in una stagione estiva che sembra una di quelle tropicali, Carrisi ambienta quest’ennesimo suo romanzo thriller che si discosta appena dai suoi precedenti e da quelli che verranno, comunque ben “tramato”, descritto, intrecciato nei sentimenti e socialmente pescante nella parte più torbida della natura umana

Fa talmente caldo che “la città” è costretta ad invertire le sue ore ed i suoi tempi: si lavora di notte e si dorme di giorno.

E’ proprio in una di queste notti che riappare – dopo 15 anni, ma a lei sembrano pochi mesi! – una ragazza, Samantha Andretti (Sam), rapita quando era appena adolescente; ricompare ferita ad una gamba, senza memoria né cognizione del tempo e dei luoghi, e quindi ricoverata  e ben sorvegliata in un ospedale.

A cercare di recuperarla  alla realtà è stato incaricato il dottor Green, “un cacciatore di mostri nella mente umana” che cerca di farle ritornare la memoria col fine di catturare il “mostro” (una persona apparentemente più che normale) che si nasconde nella società e che l’ha tenuta per tanto tempo segregata in un  “labirinto” di stanze.

Oltre alla polizia ed alle forze dell’ordine ufficialmente incaricate delle indagini, c’è Bruno Genko, un investigatore privato apparentemente sciatto e con poca cura della sua persona, ma dal talento magistrale, che anni prima aveva accettato dai genitori di cercare la ragazza scomparsa, ma aveva fallito.

Colpito da un grave male che gli lascia ormai pochi mesi di vita, Genko impegna tutte le sue residue forze per non lasciare questo caso insoluto, ricorrendo a tutte le forme di conoscenze – lecite ed illecite – oltre che a tutti i metodi e i mezzi per avere informazioni attinenti a quella scomparsa.

Partendo dalla  riapparizione riesce a ricostruire un buon tratto del passato, conoscenze che però non risolvono tutto, che anzi in parte complicano le poche certezze acquisite.

Quello che infastidisce Genko è la scomparsa di questo “uomo del labirinto”, che però a tratti riappare lasciando precisi indizi per poi di nuovo scomparire, dimostrando un’abilità da grande criminale, seminando al suo passare nell’oggi quotidiano false piste che ingannano forze dell’ordine e persino lo stesso investigatore.

L’insieme degli avvenimenti, dei fatti e delle emozioni che affiorano da questo testo ben scritto, delineano la maestria dell’autore nel creare una geniale indagine che scava nella profondità dell’animo umano, da dove fa scaturire un personaggio “nuovo”; il cattivo è un “uomo-coniglio” – Bunny – con due cuoricini al posto degli occhi, sotto la cui maschera si cela un uomo “normale” che sa nascondere molto bene la sua doppia personalità: quella familiare con moglie e figli e quella di “mostro” che ne combina di tutti i colori, soprattutto con i minori: dopo averli plagiati, seviziati ed abusati fa in modo che si trasformino a loro volta in nuovi mostri.

La palazzina numero 4, grigia ed anonima, situata nell’ala ovest del Dipartimento di Polizia ospita il “Limbo”, l’ufficio persone scomparse con le pareti di alcune stanze tappezzate di foto di persone in vari pose e momenti della loro vita, sparite e mai ritrovate. Con un espediente Genko riesce a farsi dare una piccola foto molto importante, grazie alla quale troverà la chiave capace di aprire l’ermetica porta che racchiude alcune verità fondamentali, che risolveranno il grande enigma, sia, soprattutto, per ciò che riguarda il passato, e sia  per spiegare il presente dei personaggi ritratti.

Un fumetto “particolare” che non dovrebbe esistere, un dentista, una fattoria con la vedova Wilson ed il certificato medico che accerta le condizioni di salute di Genko, sono gli altri elementi del romanzo su cui vi invitiamo a riflettere…

Donato Carrisi, scrittore e regista, drammaturgo e giornalista, è laureato in giurisprudenza con specializzazione in criminologia e scienza del comportamento; ha scritto una quindicina di romanzi vincendo prestigiosi premi in Italia e all’estero, ed ha inoltre vinto il David di Donatello nel 2018 come miglior regista esordiente con il film La ragazza nella nebbia tratto da un suo libro. I suoi romanzi sono tradotti in 30 lingue.

franco cortese

Franco Cortese Notizie in un click