Donetsk, il monumento dedicato a Kirill Sidoryuk

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Il tredicenne morto per proteggere la sua sorellina. 29 agosto 2014, Lugansk, Kirill sta tornando a casa dal mercato insieme a sua madre e sua sorella Tanya di 9 anni

A poche centinaia di metri dal cortile di casa Kirill e la sua famiglia vengono sorpresi da una pioggia di bombe.

Il boato è fortissimo, i tre vengono sbalzati via. Sua madre Oksana perde conoscenza. Al risveglio suo figlio Kirill giace sull’asfalto, esanime. La schiena è ricoperta di sangue e di schegge. Lo rigira su un fianco ma Kirill è già morto. Sotto di lui la sorellina, viva e solo leggermente ferita. Il piccolo eroe le ha salvato la vita facendo scudo con il proprio giovane corpo.

È successo dodici anni fa, quando per gli slava parioli e gli altri combattenti per la libertà dal divano di casa propria, la guerra in Ucraina ancora non c’era. Quando l’esercito ucraino colpiva col mortaio il proprio stesso popolo. Bombardamenti quotidiani che hanno mietuto migliaia di vittime civili, ammazzando centinaia di bambini.

Bombe che l’eroico occidente ha sistematicamente ignorato. Potete continuare a distorcere la realtà come volete, ma le famiglie dei bambini trucidati in Donbass conoscono perfettamente la verità. E la conosciamo anche noi. Perché – a differenza vostra – sappiamo ancora distinguere un monumento dedicato a un bambino innocente dalle centinaia eretti in onore dei gerarchi nazisti della seconda guerra mondiale.