Dove c’è fumo, c’è fuoco: come l’AI cambia la prevenzione degli incendi

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L’Italia sta vivendo un’altra estate di forte allerta sul fronte degli incendi. Le prolungate ondate di calore e la siccità stanno aggravando una situazione già critica: secondo i dati del Burnt Areas database di EFFIS, dall’inizio dell’anno sono già andati in fumo 14.489 ettari di superficie, con 125 incendi boschivi rilevati contro una media storica di circa 88.

Uno scenario che riguarda però tutta l’Europa e non solo: dalla Spagna alla Francia, dal Portogallo alla Grecia fino all’Albania, temperature elevate, siccità e vegetazione sempre più secca stanno trasformando vaste aree in vere e proprie “polveriere”. Oltre l’Atlantico, anche il Canada si trova ad affrontare una stagione estiva particolarmente difficile, con i roghi divampati proprio in questi giorni in Ontario.

L’emergenza, tuttavia, non riguarda soltanto le aree boschive. Il caldo estremo aumenta il rischio anche in numerosi contesti industriali e infrastrutturali.

Impianti di trattamento dei rifiuti, depositi logistici, parchi fotovoltaici, stabilimenti petrolchimici o siti produttivi spesso si trovano in aree estese, periferiche o difficilmente presidiate. In questi ambienti un principio d’incendio può svilupparsi senza essere notato e, quando scatta un allarme tradizionale o qualcuno vede il fumo, il danno può essere già ingente.

In molti casi si tratta inoltre di infrastrutture critiche, dove un incendio non comporta soltanto rischi per l’incolumità dei lavoratori e danni economici, ma può interrompere servizi essenziali e avere ripercussioni sull’intera comunità. In questi contesti, la capacità di cogliere tempestivamente i primi segnali di un’anomalia assume un valore ancora più strategico.

Una realtà che pone una domanda sempre più urgente: come individuare l’origine di un incendio prima che diventi incontrollabile?

In questi scenari il fattore decisivo è il tempo. Ridurre anche di pochi minuti l’intervallo tra il principio d’incendio e l’intervento può fare la differenza tra un evento circoscritto e un’emergenza su ampia scala. Per questo il rilevamento precoce sta diventando uno degli strumenti più importanti nella strategia di prevenzione.

Oggi l’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta trasformando le telecamere da semplici strumenti di videosorveglianza a sensori intelligenti in grado di rilevare automaticamente i primi segnali di un incendio. Grazie all’elaborazione AI direttamente sul dispositivo (edge AI), le telecamere possono analizzare le immagini in tempo reale, riconoscere i primi filamenti di fumo e inviare un allarme immediato anche nelle aree più isolate.

Nei contesti industriali, le telecamere termiche e i sensori termometrici rappresentano un ulteriore livello di prevenzione, monitorando costantemente le variazioni di temperatura e consentendo di individuare surriscaldamenti di macchinari, impianti elettrici o materiali stoccati prima ancora che si sviluppino fiamme o fumo visibile. Nei siti più estesi, telecamere PTZ ad alta risoluzione permettono inoltre di monitorare grandi distanze e distinguere rapidamente un reale principio d’incendio da fenomeni che potrebbero generare falsi allarmi, come fumi agricoli o vapori.

Il risultato è una risposta più tempestiva, un utilizzo più efficiente delle risorse di soccorso e maggiori possibilità di contenere il rogo nelle sue fasi iniziali.

A questo proposito, Filippo Petrolese, Key Account Manager di Axis Communications, commenta:

“L’attuale crisi climatica ci mostra quanto il tempo sia diventato un fattore sempre più critico. Oggi un principio d’incendio può trasformarsi in un rogo in pochi minuti, rendendo spesso insufficiente un approccio basato solo sulla reazione. La sfida, per istituzioni e imprese, è riuscire a individuare le anomalie il prima possibile, quando l’intervento è ancora efficace. Le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale stanno rendendo possibile questo cambio di paradigma: la videosorveglianza non serve più soltanto a documentare ciò che è accaduto, ma può contribuire concretamente a prevenire gli incendi e a proteggere persone, territorio e attività produttive.”

Un esempio concreto: il parco Campo dei Fiori

L’efficacia di simili tecnologie è dimostrata, ad esempio, dal progetto sviluppato per il parco naturale regionale Campo dei Fiori, nella provincia di Varese, protetto oggi da un sistema di videosorveglianza avanzato basato su telecamere Axis PTZ ad alte prestazioni. Gestiti da una sala di controllo remota, questi dispositivi permettono il monitoraggio costante dell’area del parco, il rilevamento puntuale di ogni anomalia e l’invio di allerte precise che accelerano i tempi di reazione da parte delle squadre antincendio.