E’ morto Vittorio Frescobaldi: guidò la svolta del vino di famiglia

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Vittorio Frescobaldi si è spento oggi a 97 anni. Nato a Firenze il 30 novembre 1928, è stato una delle figure che hanno segnato la trasformazione del vino toscano nel secondo Novecento e l’uomo che più di altri, all’interno della sua famiglia, accompagnò il passaggio da un patrimonio agricolo di antica origine a un’impresa vitivinicola moderna, organizzata per Tenute e aperta ai mercati internazionali.

La sua formazione fu agronomica prima ancora che imprenditoriale: si laureò in Agraria nel 1953, ma aveva già iniziato a occuparsi delle proprietà familiari assieme al padre Lamberto.

La morte di quest’ultimo lo costrinse ancora giovane ad assumere responsabilità che avrebbero dato una direzione precisa alla sua vita: il vino, il vigneto e la gestione delle aziende agricole divennero il centro di un lavoro destinato a durare decenni.

Negli anni Sessanta cominciò la fase che avrebbe cambiato il volto dell’impresa: Frescobaldi investì nei vigneti, nelle cantine e nell’organizzazione commerciale, mentre la Toscana del vino iniziava a interrogarsi con maggiore decisione sulla qualità, sull’identità dei territori e sulla capacità di confrontarsi con i mercati esteri. La sua scelta fu quella di non uniformare le proprietà, ma di valorizzarne le differenze, rafforzando il ruolo di realtà storiche come Castello Nipozzano, Castello Pomino e Tenuta Castiglioni.

Il lavoro fu condiviso con i fratelli Ferdinando e Leonardo, ma con responsabilità distinte.

Vittorio assunse la guida dell’impresa, Ferdinando seguì soprattutto il mercato italiano e Leonardo contribuì allo sviluppo commerciale internazionale.

Fu una divisione dei compiti che accompagnò la crescita della famiglia in una fase nella quale il vino toscano stava conquistando nuovi interlocutori e una reputazione sempre più ampia fuori dall’Italia. Nel 1977 Vittorio Frescobaldi fu nominato Cavaliere del Lavoro.

Tre anni dopo, con la costituzione della Marchesi de’ Frescobaldi Spa, ne assunse la presidenza. Tra il 1986 e il 1990 fu vicepresidente di Confagricoltura e nel 2004 divenne presidente del Gruppo Toscano dei Cavalieri del Lavoro.