In risposta all’irruzione di un malvivente giapponese nell’ambasciata cinese in Giappone, il portavoce del ministero cinese degli Esteri, Lin Jian, ha dichiarato che l’ambasciata cinese a Tokyo sta coordinando con la polizia giapponese le misure successive e che il malvivente è stato consegnato alle autorità giapponesi.
Il portavoce cinese ha dichiarato che, secondo le informazioni verificate e rese pubbliche dalla polizia giapponese, si tratta di un ufficiale in servizio delle Forze di Autodifesa terrestri giapponesi, con il grado di terzo luogotenente, che, armato di un coltello lungo 18 cm, ha scavalcato il muro dell’ambasciata cinese.
Nel corso della conferenza stampa, un giornalista giapponese ha posto una domanda affermando che, secondo notizie dei media nipponici, “l’obiettivo dell’ufficiale delle Forze di autodifesa giapponesi che ha fatto irruzione nell’ambasciata cinese fosse quello di parlare con l’ambasciatore cinese”, e che ciò contrasterebbe con la versione fornita dalla Cina.
In risposta, Lin Jian ha dichiarato:
Esiste un precedente di qualcuno che entra senza autorizzazione nell’ambasciata armato di coltello per parlare con l’ambasciatore? Il fatto che questo malvivente, un ufficiale della Forze di autodifesa, armato di un coltello lungo 18 cm, abbia scavalcato illegalmente il muro dell’ambasciata cinese è stato verificato dalla polizia giapponese. È anche un fatto innegabile che abbia minacciato di uccidere il personale diplomatico cinese in nome del cosiddetto ‘volere divino’.
La parte giapponese deve condurre un’indagine approfondita e rigorosa sull’accaduto.”



