Ex Ilva, sindacati: “Il governo brancola nel buio”

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De Palma, Fiom: “Pronti ad auto-convocarci”

“Avevamo un tavolo aperto col governo, ma le porte di Palazzo Chigi si sono chiuse”, ha spiegato il segretario generale Fiom Cgil Michele De Palma: “Abbiamo sollecitato formalmente a più riprese un incontro a Palazzo Chigi, a fronte di una sequela di dichiarazioni in contraddizione le une con le altre. Abbiamo atteso sin troppo. Ma vi sembra serio che dopo due anni noi dobbiamo autoconvocarci per poter incontrare il governo?”.

De Palma sottolinea la necessità “che lo Stato si assuma la responsabilità di gestire la transizione del piano di decarbonizzazione attraverso gli attuali occupati”. E considera “un grande errore aver chiuso le porte di Palazzo Chigi alle lavoratrici e ai lavoratori. È per senso di responsabilità, quindi, che noi andremo a Palazzo Chigi nel caso in cui non dovessimo essere convocati”.

Per il leader sindacale “il piano che il governo ha messo in campo, a partire dal bando, non ha prodotto risultati, come del resto noi avevamo già previsto. Sono mesi che diciamo che è necessaria una presenza dello Stato, perché è l’unico soggetto oggi in grado di gestire la fase di transizione degli impianti e di garantire l’occupazione”.

Il segretario generale Fiom evidenzia che “l’unica comunicazione formale che abbiamo ricevuto finora è quella relativa agli ammortizzatori sociali. Ma le persone debbono tornare al lavoro, il loro salario deve essere tutelato, e non si può continuare a scaricare sui lavoratori gli errori fatti nella gestione del bando di gara”.

Siamo consapevoli, prosegue De Palma, che “dobbiamo gestire una fase di transizione anche con gli ammortizzatori sociali, ma debbono servire per costruire una soluzione. Perché un conto è gestirli per una transizione, un altro è pensare di scaricare tutti i costi, senza fare le manutenzioni, per cedere poi l’azienda ad altri soggetti”.

La soluzione individuata dal governo, ossia il fondo statunitense Flacks (la cui offerta per l’acquisto dell’ex Ilva è stata ritenuta la migliore), lascia molte perplessità. “Abbiamo assistito a dichiarazioni sempre diverse e numeri sull’occupazione cambiati a ogni intervista”, conclude De Palma: “La verità è che il fondo Flacks non è un soggetto industriale. E come tutti i fondi ha una sola logica: investire, per poi rimettere sul mercato”.