I rifiuti non bruciano per caso. Qui non esiste l’autocombustione. Ogni cosa, per quanto possa sembrare assurda, è calcolata. Mantenere lo stato di emergenza serve a chi con i rifiuti ha costruito un impero.
Adesso sta bruciando l’impianto di compostaggio di Trapani, qualche anno fa è successo ad Alcamo, poi a Palermo… e chissà quante altre volte accadrà prima che qualcuno decida di mettere alla porta coloro che si sono arricchiti sulla pelle e sulle tasche dei siciliani.
Musumeci già domani dirà che la soluzione lui l’aveva trovata (la riforma dei rifiuti) e che le opposizioni l’hanno bloccata.
Ecco, io vi do già la mia risposta: la riforma dei rifiuti, in questo caso, non serve a niente. Ha lo stesso valore dell’ordinanza sui migranti impugnata dal TAR tre giorni dopo la sua emissione. Fumo negli occhi per stupidi tifosi del web.
La soluzione è UNA: linee chiare sulla pianificazione regionale (che non c’è) e porte chiuse a chi vuole mantenere il sistema delle discariche (e non solo).


