Come sempre succede, però, quando si rimette in moto la macchina amministrativa, all’arretrato si somma anche il presente: con le vecchie cartelle arrivano anche le notifiche relative a quest’anno. Negli ultimi mesi sono stati notificati 20 milioni fra atti e cartelle, 15milioni della Riscossione e 5milioni delle Entrate. A fine anno, le notifiche dovrebbero essere circa 50 milioni. A dare la conta dei numeri è stato Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate.
E c’è già chi al Governo parla di una nuova pace fiscale per condonare quantomeno i piccoli debiti. In alternativa, potrebbero essere approvate nuove condizioni per ottenere la rateizzazione dei debiti pregressi.
Ruffini torna sulla dichiarazione per gli aiuti Covid: “Il termine del 30 giugno è stato stabilito insieme con l’Unione europea per consentire di completare entro dicembre la compilazione del Registro nazionale degli aiuti. Dobbiamo incrociare – spiega il direttore dell’agenzia delle Entrate – i dati in nostro possesso e quelli inviati dai contribuenti ed evitare errori a danno di imprese e partite Iva. Uno spostamento del termine del 30 giugno dovrebbe essere abbinato con lo slittamento della scadenza del 31 dicembre e occorre l’accordo con la Ue”.
Come dire: la strada è stretta e i ritardi non concordati andrebbero a scapito dei contribuenti.


