Nasce il sistema SIGMA
Il fulcro dell’intervento Istat si è concentrato sulla sicurezza delle banche dati. Per gestire la mole di informazioni provenienti dall’Anagrafe Tributaria, l’Istituto ha adottato una strategia “multi-fonte” basata sul Sistema Integrato dei Registri (SIR).
La novità è il sistema SIGMA (Sistema per la Gestione dei Microdati Amministrativi), un’infrastruttura tecnologica che ha ricevuto il via libera dal Garante della Privacy nel 2025. SIGMA opera secondo il principio della privacy by design: i dati fiscali non vengono analizzati “in chiaro”, ma sottoposti a un processo di pseudonimizzazione.
Algoritmi contro le intrusioni, i dati diventano “anonimi”
Il processo spiegato dai direttori Istat prevede 3 passaggi chiave per blindare la riservatezza:
separazione netta: le variabili identificative (nomi, codici fiscali) vengono separate dai dati economici e sensibili record linkage deterministico: le unità statistiche vengono individuate incrociando le basi dati senza esporre l’identità diretta.
codici pseudonimi: a ogni contribuente viene assegnato un codice fittizio che permette l’analisi statistica, ma impedisce di risalire alla persona fisica se non per scopi autorizzati.
“I dati sono tutelati dal segreto statistico e utilizzati esclusivamente per fini di analisi aggregata,” hanno ribadito i vertici dell’Istituto, sottolineando come la sicurezza delle banche dati sia il pilastro su cui poggia la lotta all’evasione fiscale del futuro.
Il contributo dell’Istat non si ferma alla fotografia del passato. Grazie alla collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e il Ministero del Lavoro, l’Istituto sta lavorando a un monitoraggio in tempo reale dei dati riguardanti il “lavoro sommerso”, un tassello fondamentale per rispettare gli obiettivi del PNRR
La sfida ora è trasformare questa montagna di dati in politiche pubbliche capaci di recuperare quel 10% di ricchezza che sfugge alle casse dello Stato.
Fonte: ISTAT



