Raccontano di un clima di calma apparente e di attesa in casa Forza Italia. Gli strascichi della sconfitta al referendum sulla giustizia che hanno portato alle dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo al Senato continuano a sentirsi.
Preoccupato dalle tensioni interne ma anche dalle incertezze sulla tenuta del governo dopo i casi Delmastro-Santanchè, il ‘corpaccione’ del partito resta disorientato e si chiede cosa ne sarà del futuro del movimento azzurro.
Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che i boatos indicano come uno dei 14/16 firmatari della lettera di sfiducia nei confronti di Gasparri ‘benedetta’ da Marina Berlusconi, sottolinea l’importanza di tenere sempre aperto un dialogo con la primogenita del Cav (“Ha ricevuto in eredità dal padre una delle cose che considerava più importanti della sua vita, considero normale che abbia l’orgoglio e l’ambizione di pensare Fi come un soggetto politico che è influente nella vita politica del Paese”) ma invita ad abbassare i toni e chiede che i congressi (sia il nazionale sia quelli regionali previsti prima dell’estate) siano “momenti di coesione” e non occasione di “scontro” per ”andare al potere”.



