Nei giorni scorsi, finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina hanno dato esecuzione ad un provvedimento di confisca di primo grado emesso dal Tribunale di Roma – Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione, che, in prosecuzione dell’iter processuale e sulla base della normativa prevista dal c.d. “Codice Antimafia”, ha disposto l’applicazione della misura patrimoniale relativamente a beni per un valore complessivamente stimato di oltre 1 milioni di euro appartenenti a un noto soggetto di Latina considerato socialmente pericoloso in considerazione dei numerosi precedenti giudiziari per detenzione e spaccio di stupefacenti.
Da quanto emerso dalle investigazioni, e dai successivi accertamenti patrimoniali, la commissione di condotte delittuose, senza soluzione di continuità, ha consentito l’accumulo di illeciti profitti, rilevati in ragione del tenore di vita sproporzionato rispetto alle risorse lecitamente disponibili, così costituendo il presupposto soggettivo della pericolosità.
Il soggetto destinatario del provvedimento, negli anni, è risultato sistematicamente implicato in reati in materia di stupefacenti, come hanno dimostrato le indagini condotte a suo carico, che in un caso lo hanno visto sottoposto a misura cautelare in carcere.
Il patrimonio confiscato era già stato posto sotto sequestro su disposizione della citata Autorità Giudiziaria ad ottobre 2024, a seguito di richiesta della Procura della Repubblica di Latina.
Le investigazioni patrimoniali condotte dal Nucleo di Polizia Economica – Finanziaria di Latina hanno interessato l’intero nucleo familiare della persona, consentendo, allo stato, di ipotizzare come lo stesso abbia accumulato un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi lecitamente dichiarati, composto da beni mobili registrati (autovetture, motocicli) e beni di
lusso (orologi, gioielli e vini), disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di oltre 1 milioni di euro.
Il provvedimento ablativo della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, è il risultato dell’impegno congiunto della Procura della Repubblica di Latina e della Guardia di Finanza, nel quadro delle strategie di aggressione patrimoniale dei beni acquisiti da soggetti che vivono abitualmente con i proventi di attività delittuose o che rappresentano il frutto o il reimpiego di attività illecite.
L’operazione testimonia il ruolo della Guardia di Finanza di presidio di legalità economico-finanziaria e, nel caso specifico, di aggressione dei patrimoni illeciti, ruolo che assume anche un valore anche “sociale”, poiché consente di restituire alla collettività le ricchezze accumulate nel tempo dalla criminalità.
Si rappresenta che il provvedimento non è definitivo e vige la presunzione di innocenza fino al passaggio in giudicato.



