«La malattia è stata durissima. Affrontarla ha richiesto forza, e la mia famiglia è stata fondamentale. Mi considero un uomo fortunato per l’amore dei miei genitori e per la loro presenza nella mia vita.
Essere padre mi ha fatto comprendere quanto possa essere devastante perdere un figlio. Pensare che i miei genitori potessero provare quel dolore mi ha spinto a fare una promessa a me stesso: avrei fatto tutto il possibile per risparmiarglielo.
Desideravo vivere, ma a darmi forza era anche la volontà di proteggerli da uno strazio così grande. Sopravvivere a loro era un obiettivo che mi aiutava a resistere, a mantenere l’ottimismo e ad affrontare la malattia con determinazione.
Nella sofferenza ho imparato quanto conti avere accanto le persone che ami e quanto sia prezioso il legame con chi ti ha dato la vita.
Fra gli insegnamenti della malattia, uno mi è rimasto dentro con particolare chiarezza: stare più vicino ai miei genitori, dare valore al nostro rapporto e non considerare mai scontata la loro presenza».
La sensibilità dell’anima



