GLI EVENTI DEL MUPA, il Museo del Patriarcato di ActionAid A MILANO  

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Dalla violenza fino allo sport: gli incontri per far diventare il patriarcato un lontano ricordo

L’ingresso all’esposizione e agli eventi è gratuito. Programma su actionaid.it/mupa
Sport e discriminazioni, legittimazione della violenza, ricamo erotico, autodifesa femminista, workshop sul corpo e danza, talk sull’emancipazione nella quarta età. Sono solo alcuni degli eventi che animano il week end del MUPA, il Museo del Patriarcato, che in pochi giorni ha registrato oltre 2500 presenze alla Fabbrica del Vapore di Milano.
Sabato 14 marzo si inizia con Fare Corpo, workshop di Elisabetta Consonni, coreografa e direttrice artistica di Festival ORLANDO che conduce una serie di pratiche di movimento per sperimentare cosa significa essere corpo, per prendere coscienza di quando sia luogo di conflitto e oppresso da stereotipi e norme.
Con il Laboratorio di Ricamo Erotico di Goga Mason viene ribaltato il concetto di ricamo, liberandolo dai vecchi schemi “ben educati” sprigionando il suo potenziale creativo punk e soprattutto erotico.
Alle 11.00 saranno la creator e modella di 95 anni Licia Fertz e suo nipote Emanuele Elo Usai a investigare le nuove forme di emancipazione che sfidano giudizi e convenzioni per dimostrare che energia, carattere non si misurano con l’età. Si prosegue con un Cerchio di Parola sulla violenza guidato da Irene Manganini, una delle autrici dell’Associazione Vanvera ideatrici e produttrici del podcast Il cuore scoperto.
Alle 16.45 inizia il talk Normalizzare la violenza su come linguaggio, media, politica e relazioni sociali contribuiscano a giustificare la violenza maschile contro le donne insieme a Irene Manganini de Il Cuore Scoperto, la giornalista Leila Belhadj Mohamed, Gabriele Guadagna di Mica Macho, Ada Garofalo di CADMI con la moderazione di Francesca Fulghesu e i saluti di Miriam Pasqui della Rete Antiviolenza del Comune di Milano e Anna Lo Iacono, Head of Sustainability Fastweb + Vodafone.
A chiudere il sabato alle 18.00 c’è il Talk di Francesca Fiore e Sarah Malnerich, la coppia di MammadiMerda che dati alla mano dimostrano sarcasticamente come il patriarcato rappresenti ormai “un lontano ricordo e essere donne – e madri – sia una pacchia”. 
Domenica 15 marzo è la giornata del MUPA dedicata allo sport e su come il patriarcato ancora definisce il nostro rapporto con l’attività fisica, la competizione e le performance e il nostro accesso a un diritto che dovrebbe essere per tutte e tutti. Si apre con il talk di Cristina Cassese e Claudia Ska della rivista transfemminista Frisson, che presentano il progetto editoriale e l’ultimo numero dedicato alle forme di competizione sportiva e non solo.
Alle 11.00 prende il via il workshop del collettivo Autodifesa femminista, due ore per imparare strumenti semplici e concreti e provare a trasformare la paura in sicurezza. Alle 14.30 c’è il Live podcast di Bar Spalti con le autrici Denise D’Angelilli e Arianna Galati che intervistano Alessia Maurelli, ex capitana della Nazionale italiana di ginnastica ritmica, atleta plurimedagliata alle Olimpiadi con la squadra delle “farfalle”.
Alle 16.00 poi due ore di workshop con Karen Ricci, attivista e autrice di Cara sei maschilista, per mettere in discussione il maschilismo interiorizzato, attraverso l’ironia ma anche creando un luogo di condivisione e sorellanza. Alle 18.00 l’evento Sport: chi decide le regole del gioco? che chiude la domenica con la atleta e trainer Sara Ventura, Najla Aqdeir, runner e coach, Arianna Galati e Denise D’Angelilli di Spalti podcast, Monia Azzalini dell’Osservatorio di Pavia. 
A moderare la giornalista ed ex nuotatrice Aglaia Pezzato e in apertura i saluti di Diana De Marchi, Consigliera del Comune di Milano e Greta Barbone, Human Rights Manager della Fondazione Milano Cortina 2026.
COSA È IL MUPA?
Ventisette opere – di cui quattro inedite – tra cimeli, reperti, diorami, installazioni interattive e testimonianze. Entrare nel MUPA significa immergersi in un viaggio spazio-temporale che conduce nel 2148 (anno in cui, secondo l’ultimo Global Gender Gap Report, sarà raggiunta l’uguaglianza di genere), in un futuro desiderabile dove il patriarcato è stato abbandonato da tutte e tutti. Un museo del futuro che mostra frammenti della nostra attuale vita quotidiana e sociale rivelandone l’assurdità, l’ingiustizia, la violenza nascosta. Dal lavoro allo spazio digitale, dallo sport alla dimensione domestica e relazionale.
SPORT E VIOLENZA: LA GRANDE ESCLUSIONE
La paura, l’auto-esclusione e l’estraneità segnano l’esperienza sportiva delle donne in Italia. Con la ricerca “Perché non accada”, di ActionAid con l’Osservatorio di Pavia e 2B Research, si indaga quanto stereotipi, disuguaglianze di genere siano radicati. Una donna su due dichiara di aver avuto paura di frequentare strutture sportive, una su tre non frequenta palestre o centri sportivi (contro il 24,6% degli uomini).
Il 31% delle persone ritiene che esistano sport “più adatti” agli uomini. Un uomo su tre ne è convinto, tra le donne solo una su quattro.
Il 27,7% degli italiani considera lo sport maschile più prestigioso: guidano gli uomini (31,2% contro il 24,5% delle donne), ma le generazioni più giovani rafforzano lo stereotipo (42,9% nella Gen Z e 39,3% tra i Millennials).