Guida agli Extravergini 2026: il meglio del Nord Italia

0
0

5 Chiocciole, 24 Grandi Oli e 13 Grandi Oli Slow: tutti i riconoscimenti della Guida disponibile dal 9 aprile su slowfoodeditore.it

Sabato 11 aprile la presentazione a Torri del Benaco (Vr), nell’ambito della due giorni dedicata alla Festa dell’Olio, tra Laboratori del Gusto, banchi di assaggio con 50 espositori e menù a tema nei ristoranti

L’Italia è un mosaico olivicolo unico al mondo, in cui ogni paesaggio custodisce un patrimonio varietale straordinario, capace di custodire agricoltura, storia e identità.
La Guida agli Extravergini 2026 a cura di Slow Food Italia, disponibile dal 9 aprile su slowfoodeditore.it, si conferma uno strumento essenziale per promuovere e valorizzare questa grande biodiversità. Realizzata grazie all’apporto di numerosi collaboratori in tutta Italia e al sostegno di BioEsperia, Gruppo Saida, Gruppo ASA e RICREA, la guida offre ai lettori un percorso di scoperta tra territori, aziende e varietà: non solo etichette premiate (244 i riconoscimenti assegnati tra Grandi Oli e Grandi Oli Slow), ma storie di famiglie e giovani imprenditori che trovano nell’olivo una possibilità di futuro. Ne sono un esempio le 766 aziende recensite e i 1211 extravergini segnalati.

La stagione appena trascorsa è stata una prova severa per l’olivicoltura italiana, che ha dovuto fronteggiare la diffusione della mosca olearia e i cambiamenti climatici, con siccità ed eventi estremi, ma anche le difficoltà legate a frammentazione fondiaria ed elevati costi di produzione. Eppure, proprio in queste criticità si sono aperte nuove opportunità: l’attenzione verso filiere tracciate e corte, la valorizzazione dei monovarietali, l’adesione a modelli biologici e sostenibili, così come l’aumento delle aziende che coniugano produzione e ospitalità, degustazioni e oleoturismo, trasformando l’olio in esperienza culturale oltre che alimentare.

La guida ha voluto anche esplorare una realtà oltre confine che ha molti punti in comune: «L’estensione della Guida alla Slovenia nasce in modo naturale, all’interno di un unico areale olivicolo che supera i confini. Qui l’olivicoltura, pur di nicchia, sta vivendo una fase di crescita qualitativa, con molte aziende biologiche e una forte valorizzazione delle varietà autoctone, in particolare la Bianchera, capace di esprimere oli di grande personalità. I risultati dell’edizione 2026 confermano questo percorso, con numerosi riconoscimenti a produzioni sempre più attente e identitarie» commenta Stelio Smotlak, coordinatore regionale della guida per la Slovenia.

Ecco una panoramica del settore e i riconoscimenti assegnati alle regioni del Nord Italia nella Guida agli Extravergini 2026.

Scopri la presentazione dell’11 aprile a Torri del Benaco e
il programma della Festa dell’Olio

Le regioni del Nord Italia

Da quest’anno la Guida copre l’intera Slovenia. Oltre al Litorale (Capodistria), sono inclusi gli areali più a nord come il Collio–Brda e Valle del Vipacco–Vipavska Dolina. L’annata 2025 è stata positiva: qualche contrazione in termini di quantità è stata compensata dall’aumento delle rese.

Nonostante le condizioni non siano state favorevoli, c’è un aspetto positivo da segnalare e che fa ben sperare per il futuro olivicolo del Piemonte: molti coltivatori hanno curato in modo adeguato il campo e hanno anticipato la raccolta, riuscendo a produrre oli di buona qualità complessiva.
In Lombardia l’olivicoltura è nuovamente in difficoltà: il raccolto è stato dimezzato. Le cause sono diverse e si ripetono costanti negli anni: inverni sempre più caldi, forti grandinate estive e un clima sempre più favorevole allo sviluppo di cimice e mosca.

In Trentino molti produttori non hanno nemmeno proposto il loro olio, e questa potrebbe essere ricordata come la peggior annata delle ultime dieci per la regione. Il principale responsabile è stata la forte alternanza produttiva, aggravata dagli attacchi della mosca dell’olivo.

La campagna olearia del Veneto presenta situazioni molto differenziate: un calo importante è stato registrato sui Colli Euganei e Lago di Garda, mentre nei Colli Berici e nella Pedemontana vicentina e trevigiana si registra una discreta ripresa produttiva. Continuano intanto gli interventi dovuti alla diffusione della mosca olearia e della cimice asiatica.

In Friuli-Venezia Giulia la situazione fitosanitaria è precipitata a luglio e agosto: si sono susseguiti attacchi intensi di mosca olearia, con danni significativi. Gli olivicoltori più attenti sono comunque riusciti a ottenere olive sane, mentre altri hanno subito perdite importanti, e qualcuno non ha raccolto.

In Liguria la campagna olivicola si impone come una delle più difficili mai registrate. La produzione ha subito un crollo storico, con perdite stimate tra l’80 e il 99% rispetto a un’annata ordinaria. Eppure, in questo quadro critico non sono mancati esempi di resilienza: alcuni produttori, grazie a un attento presidio del campo e a interventi tempestivi, sono riusciti a ottenere extravergini di buon livello qualitativo.

Anche in Emilia-Romagna si è registrato un calo produttivo del 70–75%. Molte aziende hanno rinunciato alla raccolta e quindi alla produzione di olio: solo quattro olivicoltori del Presidio Slow Food degli Olivi Secolari, su otto, hanno raccolto e franto le olive. Ciò nonostante, si registrano tre novità in guida, tutte emiliane.

I riconoscimenti

La Chiocciola è il simbolo assegnato dai curatori della Guida a quelle aziende olivicole che interpretano i valori organolettici, territoriali e ambientali secondo la filosofia Slow Food. Per quanto riguarda il Nord Italia, ne sono state assegnate 5.

Trentino – Alto Adige

Laghel7 – Arco (TN)
Maso Bòtes – Arco (TN)

Veneto

La Contarina – Illasi (VR)

Lombardia

Il Castelletto – Scanzorosciate (BG)

Emilia-Romagna

Tenuta San Giuseppe – Saludecio (RN)

Il riconoscimento Grande Olio viene attribuito all’olio eccellente nella sua categoria per pregio organolettico, aderenza al territorio e alle sue cultivar. Nel Nord Italia si sono aggiudicati il premio 24 oli.

Piemonte

Morenico – Leccino di Agriforest – Almese (TO)

Lombardia

Roncaccio Dop Laghi Lombardi Lario di Massimiliano Gaiatto – Perledo (LC)One di Comincioli – Puegnago sul Garda (BS)

Trentino Alto Adige

Uliva di Frantoio di Riva – Riva del Garda (TN)

Veneto

Green selection di Frantoio di Cornoleda – Cinto Euganeo (PD)
Grignano di Frantoio di Cornoleda – Cinto Euganeo (PD)
Favarol di Carlo Orlandi – Illasi (VR)
Evo Grignano Leccino Frantoio di San Cassiano – Mezzane di Sotto (VR)
Dop Garda di Colle d’Oro sul Lago – Sona (VR)
Oro del Vajo di Colle d’Oro sul Lago – Sona (VR)
Campo Storico di Erminio Cordioli & C. – Verona

Slovenia

Briska Cernica di Bose Oil – Brda (GO)
Istrska Belica di Azman – Koper – Capodistria (KP)
Jasa Prestige – Belica di Jasa – Koper – Capodistria (KP)
Istrska Belica Dop Istria Slovena di Jenko – Koper – Capodistria (KP)
Carcauec Dop Istria Slovena di Jernej Brec – Koper – Capodistria (KP)
Istrska Belica Dop Istria Slovena di Jernej Brec – Koper – Capodistria (KP)
Belica di Morgan – Koper – Capodistria (KP)
Istrska Belica di Oljarna Babič – Koper – Capodistria (KP)
Belica di Sabadin – Koper – Capodistria (KP)
Piransko Zlato – Buga – Glavina Dario e Robi – Piran – Pirano (KP)

Emilia-Romagna

èVO – San Patrignano – Coriano (RN)
Monte di Nola – Frantoio Valsanterno – Imola (BO)
Blend Pecci – Oleificio Pecci – Morciano di Romagna (RN)

Il premio Grande Olio Slow viene riconosciuto all’olio eccellente, capace di emozionare in relazione a cultivar autoctone e territorio di appartenenza, ottenuto con pratiche agronomiche sostenibili. Sono 13 gli oli premiati del Nord Italia.

Trentino-Alto Adige

L7 – Casaliva di Laghel7 – Arco (TN)
Origini – Olio Cru di Riva del Garda (TN)

Veneto

Kalòs kai Agathòs di L’Olivario – Illasi (VR)
Doge di La Contarina – Illasi (VR)
Dop Veneto Valpolicella di La Contarina – Illasi (VR)
Riva Jacur – Frantoio di Luciano Breda – Sernaglia della Battaglia (TV)
Riva Jacur Blend di Luciano Breda – Sernaglia della Battaglia (TV)
Deorum di Pernigo – Verona

Liguria

Germa di La Baita & Galleano – Borghetto d´Arroscia (IM)
Ludo di La Baita & Galleano – Borghetto d´Arroscia (IM)
Krosus Bio di Paolo Cassini – Isolabona (IM)

Emilia-Romagna

Terre di Rocche di Frantoio Valsanterno – Imola (BO)
Uliveto del Fattore Selezione Rodolfo Primo Fraternali Grilli – Montegridolfo (RN)