I servizi russi arrestano una donna: “Ha messo la bomba che ha ucciso un ufficiale a Sebastopoli”

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Margarita Reut, una trentaduenne di Sochi, sarebbe stata arrestata dall’FSB, servizi segreti russi, come esecutrice dell’attentato esplosivo di giovedì scorso a Sebastopoli, nella Crimea occupata, in cui sarebbe morto Robert Shageev, ufficiale della Marina russa.

Avrebbe ricevuto un pagamento in cripotvalute dai servizi segreti ucraini e al momento dell’arresto sarebbe stata sul punto di fuggire in aereo all’estero.

I condizionali sono d’obbligo: non ci sono informazioni ufficiali né sulla vittima né sulla donna, la notizia del cui arresto è stata data da Marina Akhmedova, componente del Consiglio presidenziale per i diritti umani, e da Mash, canale Telegram/Max considerato vicino alle forze di sicurezza.

La bomba, secondo Mash, era stata nascosta in un cestino della spazzatura. Shageev, ricostruisce la testata indipendente russa Meduza, era originario della Crimea e comandava lo “Zaporizhzhia”, l’unico sottomarino dell’Ucraina. Nel 2014, quando la Russia annesse la Crimea, consegnò il sottomarino alle forze russe. L’Ucraina ha avviato un procedimento per tradimento nei suoi confronti. Il progetto ucraino Evocation ha riferito che i sottomarini sotto il suo comando hanno sferrato massicci attacchi missilistici contro l’Ucraina.

Quanto a Reut, sempre Meduza riporta che ad agosto 2025 fosse stata multata di 30 mila rubli, poco più di 300 euro, per “discredito delle forze armate” e detenuta per 48 ore per non aver ottemperato a un legittimo ordine della polizia: secondo l’accusa, la sera del 18 luglio Reut viaggiava in treno quando, durante un attacco con droni alla stazione di Likhaya nella regione di Rostov, avrebbe gridato: “È quello che vi meritate, russi”.