Il 94% dei ceo continua a investire in IA anche senza ritorni immediati

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L’intelligenza artificiale non è più un tema tecnologico, ma una leva strategica per le imprese di tutto il mondo, ora pronte a raddoppiare gli investimenti nella tecnologia già entro il 2026. Secondo il nuovo BCG AI Radar 2026 in media l’1,7% dei ricavi aziendali sarà investito in AI nel corso dell’anno, più del doppio rispetto al 2025

Soprattutto, questa crescita non avrà rallentamenti né “pentimenti”: il 94% delle aziende continuerà a investire in AI anche se non dovesse generare ritorni finanziari immediati nel breve periodo.

L’evoluzione dell’AI in priorità strategica

Basata su un’indagine condotta su 2.360 top manager in 16 Paesi, tra cui 100 executive italiani e 640 ceo a livello globale, la ricerca mostra come l’AI stia rapidamente passando da iniziativa guidata dai cio a priorità strategica presidiata direttamente dagli amministratori delegati.

Il 72% dei ceo dichiara infatti di essere il principale decision maker sull’AI, anche in questo caso una quota doppia rispetto allo scorso anno, mentre il 50% afferma che la propria stabilità professionale dipende dalla capacità di “far funzionare” l’AI.

“Nonostante le incertezze macroeconomiche, l’intelligenza artificiale è ormai una priorità non negoziabile per le imprese, come dimostra la crescita degli investimenti nella tecnologia”, commenta Christoph Schweizer, ceo Globale di Boston Consulting Group. “Non è più un’innovazione confinata ai team IT o di innovazione ma sta ridisegnando strategia e operazioni dall’alto verso il basso, con i ceo che assumono un ruolo guida”.

Il ruolo dei ceo e i driver di fiducia nell’AI

In Europa, dove il 61% dei ceo si dichiara fiducioso che l’AI genererà valore, la trasformazione è in pieno corso, sebbene con una maggiore attenzione alla gestione del rischio e alla compliance normativa rispetto alle aree geografiche Asia e India. Le aziende europee, incluse quelle italiane, investono sempre più nell’AI non solo per evitare di restare indietro, ma perché ne riconoscono il valore nel ridisegnare processi core, modelli operativi e intere catene del valore.

Uno dei principali driver di fiducia è rappresentato dagli AI agent, sistemi intelligenti in grado di operare in modo sempre più autonomo lungo interi processi aziendali. Il 90% dei ceo a livello globale ritiene che gli agenti AI consentiranno di ottenere ritorni misurabili già nel 2026, tanto che oltre il 30% degli investimenti complessivi in AI è oggi destinato all’agentic AI.

La fiducia nell’AI, tuttavia, non è uniforme a livello geografico. Nei Paesi dell’Asia, in particolare in India e nell’area della Grande Cina, circa tre quarti dei ceo sono convinti che l’AI genererà valore, mentre la percentuale scende al 44% nel Regno Unito, al 52% negli Stati Uniti. Nei mercati occidentali, una quota più elevata di ceo ammette che gli investimenti in AI sono spinti anche dalla pressione competitiva e dal timore di restare indietro, più che da una piena fiducia nel ritorno economico.