Il Banchiere Beppe Ghisolfi di nuovo a Tirana: “I nostri due Paesi promessi sposi”

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Il Banchiere mondiale e scrittore torna nel Paese delle Aquile, per la terza volta dal 2022, nel contesto di una missione culturale e diplomatica della quale fanno parte, a pieno titolo, i dirigenti del gruppo Confedes Ifiad (Confederazione datoriale e sindacale e International foundation for Italian Albanian development) Ivano Tonoli ed Erminio Brambilla e il media partner Vincenzo Camporeale

E tre. Il Banchiere scrittore Beppe Ghisolfi, unico rappresentante dell’Italia nel Consiglio di amministrazione del Gruppo mondiale delle Casse di risparmio, in sigla World saving bank institute – WSBI, si appresta, a distanza di circa tre anni dalla propria partecipazione alle celebrazioni nazionali – dove ebbe modo di salutare il Premier Edi Rama e il Presidente Bajram Begaj – a fare ritorno nel Paese delle Aquile, per una missione incentrata su obiettivi di diplomazia socio/culturale ed economico/finanziaria.

Beppe Ghisolfi con il Premier Edi Rama e con il Presidente della Repubblica Bajram Begaj e la first lady Armanda 

Il Professor Ghisolfi, nel contesto di un programma condiviso con alcune tra le più significative autorità e personalità istituzionali e diplomatiche binazionali, sarà in visita, sia ufficiale che amicale, nei giorni compresi fra il 10 e il 12 settembre della entrante settimana. Un viaggio che, per varie ragioni, si trova a essere concomitante con il debutto del Banchiere scrittore nel settore degli omaggi ai Grandi della Letteratura italiana di ogni tempo: “I Promessi Sposi Oggi – Come sarebbe andata ai giorni nostri”, edito da Nerosubianco e da Sabrina Ferrero, costituisce una dedica all’autore Alessandro Manzoni e al genere Romantico da questi rappresentato ai massimi livelli.

Il nostro Ambasciatore Marco Alberti e l’Avvocato Përparim Kalo, giurista e mecenate culturale, rispettivamente con i Primi passi verso l’economia di Beppe Ghisolfi e con il “Libro senza titolo” di Tonoli e Brambilla 

Un titolo di assoluta attualità se si considera che – dall’altra parte dell’Adriatico – accanto al rafforzamento dell’unione tra Roma e Tirana, sancita dall’ottimo rapporto fra i Primi ministri Edi Rama e Giorgia Meloni, a essere Promessi Sposi sono la stessa Albania e l’Unione europea, sulla base di un crono programma di integrazione e adesione che il Governo Rama sta onorando con merito, impegno e rigore, coniugando politiche espansive e disciplina di bilancio in maniera armonica, non recessiva e fiscalmente vantaggiosa per chi intenda creare sviluppo, benessere, occupazione.

Il Banchiere Beppe Ghisolfi – qui con i dirigenti Confedes e Ifiad Ivano Tonoli ed Erminio Brambilla – porta al debutto internazionale in Albania il proprio romanzo I Promessi Sposi Oggi, omaggio appassionato ad Alessandro Manzoni 

Il Banchiere Ghisolfi – unico rappresentante dell’Italia nel Consiglio di amministrazione del Gruppo mondiale delle Casse di risparmio (dove anche l’Albania è rappresentata tramite il Banchiere Bledar Shella Presidente della locale Associazione bancaria) – da sempre sostiene l’importanza dell’inclusione e alfabetizzazione finanziaria come strumento per il pieno sviluppo accessibile delle opportunità messe a disposizione dei Paesi emergenti, a partire da quelli più prossimi e più affini e complementari all’Italia.

I dirigenti di Ifiad e Confedes, Ivano Tonoli ed Erminio Brambilla, assieme alla dottoressa Maria Pangallo e al media partner Vincenzo Camporeale, esprimono plauso e felicitazioni per la possibilità di entrare a fare parte, a pieno titolo, di un programma di missione molto ambizioso, al pari del ruolo culturale e rappresentativo del Professor Ghisolfi, poiché l’inclusione finanziaria è una formidabile infrastruttura culturale per lo sviluppo sussidiario delle aree interne e per consentire la piena fruizione e accessibilità delle opportunità economiche e amministrative messe a disposizione dalla Commissione dell’Unione Europea, e dalla platea dei Donatori internazionali, a favore dell’Albania, dei Paesi albanofoni e dei Balcani occidentali, come naturale mercato di espansione delle attività economiche italiane di cui viene così favorito lo sviluppo e impedita la delocalizzazione, in linea con gli obiettivi sociali della Confederazione Confedes e della Fondazione Ifiad.