“Il conto del vostro tradimento”

0
6

Attivisti consegnano alla Commissione europea la ricevuta di anni di promesse mancate sul benessere animale

Un enorme banner a forma di scontrino davanti al Berlaymont quantifica in milioni di ore di sofferenza il costo delle inadempienze della presidente della Commissione UE von der Leyen e dei commissari Várhelyi e Hansen. Dal 2021 a oggi, nessuna proposta legislativa è stata presentata per eliminare le gabbie negli allevamenti e fermare l’uccisione dei pulcini maschi nell’industria delle uova.

Bruxelles – Questa mattina, nei pressi del Berlaymont, sede della Commissione europea a Bruxelles, attivisti per i diritti degli animali hanno mostrato un grande banner dalla forma di una ricevuta, consegnando simbolicamente il conto delle mancate riforme alla presidente Ursula von der Leyen e ai commissari Olivér Várhelyi e Christophe Hansen.

Il messaggio è inequivocabile: dal 2021, anno in cui la Commissione si era impegnata a eliminare progressivamente le gabbie negli allevamenti, ad oggi non è stata presentata alcuna proposta legislativa concreta. La “ricevuta” riportata sullo striscione quantifica il prezzo di questo ritardo in un dato agghiacciante: il numero di animali rimasti rinchiusi in gabbia e le ore di sofferenza accumulate tra il 2021 e il 2026.

Migliaia di volantini, recanti i volti delle tre figure istituzionali affiancati a immagini di animali in gabbia, sono stati distribuiti e sparsi nell’area circostante, rendendo visibile il legame diretto tra le scelte politiche e le loro conseguenze reali.

“Il prezzo di questi ritardi non è stato pagato dai politici, ma da milioni di animali che hanno continuato a soffrire in gabbia mentre le riforme promesse non si materializzavano. I cittadini hanno aspettato abbastanza: Várhelyi e Hansen sanno cosa devono fare. È ora di farlo” ha affermato Matteo Cupi, vicepresidente di Animal Equality per l’Europa.

Questa azione alza ulteriormente il livello di pressione sui principali decisori politici europei. Con questa campagna Animal Equality chiede ancora una volta alla Commissione di rispondere per i propri ritardi e per le promesse non mantenute, ricordando che la vera posta in gioco non sono le carriere politiche, ma la sofferenza concreta di milioni di esseri senzienti.