Addio al re della melodia che scelse la Perla Verde come palcoscenico estivo
L’Amministrazione comunale ricorda le storiche stagioni musicali al Villa Alta e al Savioli e la passione dell’artista caprese che fece sognare generazioni di turisti
Riccione – L’Amministrazione comunale esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Peppino di Capri, pseudonimo artistico di Giuseppe Faiella, spentosi all’età di 86 anni a villa Castiglione, nella sua amata islanda, dopo una lunga malattia. Con lui se ne va un pezzo insostituibile di storia della musica italiana e un protagonista assoluto della stagione d’oro del turismo riccionese. Durante gli anni del boom economico, il cantautore napoletano ha legato indissolubilmente il suo nome e i suoi straordinari successi alla città, diventando uno dei simboli più splendenti della mondanità e dell’intrattenimento d’élite della riviera romagnola.
Le memorabili stagioni al Villa Alta e al Savioli
La presenza di Peppino di Capri a Riccione ha ridefinito la geografia del divertimento estivo nazionale. Nelle stagioni comprese tra il 1959 e la metà degli anni Sessanta, l’artista e i suoi Rockers sono stati le attrazioni fisse e più attese del Savioli e del Villa Alta. Non si trattava di semplice musica d’accompagnamento, ma di veri e propri eventi esclusivi in cui lo spettacolo si fermava per dare spazio a un concerto raffinato di fronte a un pubblico in abito da sera.
A queste storiche tappe si aggiungono le date di lunedì 7 e martedì 8 agosto 1961, che videro Peppino di Capri e i suoi Rockers protagonisti di due straordinarie serate al Cinema Teatro Turismo di Riccione.
In numerose interviste anche recenti lo stesso Peppino di Capri aveva voluto circostanziare e sottolineare la centralità di questo legame, ricordando la competizione estiva con la Versilia: “D’estate l’Italia si spaccava in due. C’era chi andava in Versilia alla Bussola e chi scendeva in Romagna. Per noi artisti, Riccione era una tappa fondamentale, un passaggio obbligato.
Se non facevi la stagione lì, voleva dire che non eri nessuno”. Nello specificare lo status d’eccezione dei suoi concerti riccionesi, l’artista ricordava inoltre: “Suonare al Savioli e al Villa Alta significava esibirsi davanti al meglio della società dell’epoca. C’era un rigore assoluto nell’eleganza: il pubblico arrivava in abito da sera, lo champagne scorreva a fiumi e i cachet erano altissimi.
Ma non era un pubblico freddo, anzi. Lì c’era la vera voglia di divertirsi del boom economico. C’è un malinteso quando si parla di noi nei night club di allora.
Noi non facevamo l’orchestra d’accompagnamento per i ballerini o la musica di sottofondo mentre la gente cenava. Eravamo le ‘attrazioni’. Quando salivo sul palco io con i ragazzi, la pista si svuotava, le luci si accendevano solo su di noi e cominciava un vero concerto. La gente pagava il biglietto e prenotava il tavolo mesi prima solo per assistere allo show”. Terminate le grandi esibizioni ufficiali, Peppino si sedeva al pianoforte nei club del centro per suonare fino alle prime luci del mattino.
Il messaggio di cordoglio dell’Amministrazione comunale
L’Amministrazione comunale esprime il proprio cordoglio a nome della città di Riccione: “Con la scomparsa di Giuseppe Faiella perdiamo non solo un interpreter immenso, ma un sincero amico della nostra città. Peppino di Capri ha saputo raccontare e interpretare lo spirito più bello, colto e spensierato della nostra riviera, contribuendo a costruire quel mito internazionale di eleganza che ancora oggi contraddistingue l’identità di Riccione nel mondo.
Le sue canzoni e i suoi indimenticabili concerti fanno parte del patrimonio storico della nostra comunità.
L’Amministrazione comunale si stringe a tutti i familiari di Peppino di Capri, portando nel cuore la gratitudine per le emozioni straordinarie che questo artista leggendario ci ha regalato”.



